CRONACA - 19 agosto 2026, 21:24

Guardia di Finanza, soccorso ingiustificato: «Chi lo provoca dovrà pagare». In Valle d’Aosta un intervento può costare migliaia di euro

Le nuove regole della Guardia di Finanza introducono la possibilità di addebitare i costi a chi provoca volontariamente o per grave imprudenza una situazione di emergenza o attiva i soccorsi senza un giustificato motivo. In Valle d’Aosta il precedente dell’elisoccorso mostra già quanto possa pesare un intervento improprio: 800 euro per un intervento inappropriato a carico degli iscritti al Servizio sanitario nazionale e, nei casi totalmente immotivati, l’intero costo dell’operazione

ph. GdF

Quando una persona è davvero in pericolo, la regola deve essere una sola: chiamare i soccorsi senza perdere tempo. Ma quando l’emergenza viene provocata per imprudenza grave, oppure quando una richiesta di intervento è completamente ingiustificata, il conto può arrivare a chi ha determinato l’impiego delle squadre e dei mezzi. È questo il senso delle nuove disposizioni riguardanti gli interventi della Guardia di Finanza, che partecipa al sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme alle altre istituzioni militari e civili.

Il Corpo può intervenire in mare, in montagna, nelle aree più impervie e in occasione di calamità o altre emergenze, mettendo in campo personale specializzato, unità cinofile, automezzi, elicotteri, aerei, droni e unità navali. Si tratta di una macchina operativa che può richiedere numerosi uomini e mezzi e che, soprattutto in montagna, deve essere pronta a muoversi rapidamente quando una vita è realmente a rischio.

Le nuove regole stabiliscono che «chi provoca volontariamente o con un comportamento gravemente imprudente una situazione che rende necessario il soccorso dovrà sostenerne i costi». Il principio viene esteso anche a chi richiede un intervento «senza una reale necessità o senza un giustificato motivo». Non significa, però, che chiunque chiami i soccorsi rischi automaticamente di ricevere una fattura.

La distinzione è fondamentale. Chi si trova in pericolo, oppure teme concretamente per l’incolumità di un'altra persona, deve continuare a chiedere aiuto. Il soccorso non viene trasformato in un servizio a pagamento e il costo non scatta semplicemente perché l'intervento si conclude senza conseguenze gravi. Prima viene prestato il soccorso; soltanto successivamente vengono ricostruite le circostanze e valutata l'eventuale responsabilità di chi ha determinato l'intervento.

In Valle d’Aosta esiste già un precedente concreto che consente di capire quale possa essere la dimensione economica della questione. Nel 2024 gli interventi di elisoccorso considerati inappropriati hanno prodotto oltre 233 mila euro di introiti. La cifra, resa nota dalla Regione il 12 luglio 2025, riguarda un sistema nel quale l'intervento inappropriato con elicottero viene tariffato 800 euro per gli iscritti al Servizio sanitario nazionale.

La disciplina valdostana distingue inoltre le diverse situazioni. Per i cittadini stranieri, per interventi sanitari e inappropriati, è previsto un importo fino a 3.500 euro, composto da 100 euro di diritto fisso di chiamata e da una tariffa legata ai minuti di volo, variabile in funzione del velivolo impiegato. La Regione indica costi al minuto di 74,80 euro oppure 137 euro, a seconda dell’elicottero utilizzato.

Ma è soprattutto un'altra cifra a rendere l'idea di quanto possa diventare pesante un intervento completamente ingiustificato: per le chiamate totalmente immotivate è previsto il pagamento dell'intero costo dell'intervento. Non si tratta quindi necessariamente di una tariffa fissa, ma della possibilità che il conto rifletta effettivamente le risorse mobilitate.

Il dato dei 233 mila euro incassati in Valle d’Aosta nel 2024 racconta anche un'altra faccia della vicenda. Secondo i dati regionali, 194 mila euro sono stati destinati ai compensi dei medici impiegati nel servizio, 35 mila euro alla formazione del personale, anche non sanitario, e 4 mila euro agli investimenti. Il recupero dei costi, dunque, non rappresenta semplicemente una sanzione: le somme rientrano in un circuito destinato anche a sostenere il funzionamento e la preparazione del sistema di soccorso.

La questione assume un peso particolare in una regione come la Valle d’Aosta, dove la montagna è contemporaneamente una risorsa economica, turistica e sportiva e un ambiente nel quale un errore di valutazione può avere conseguenze molto serie. Alpinismo, escursionismo, sci e altre attività outdoor portano ogni anno migliaia di persone sul territorio e rendono indispensabile un sistema di soccorso altamente specializzato.

Proprio per questo il tema della responsabilità individuale diventa delicato. Non può essere la paura di dover pagare a impedire a una persona di chiamare il 112 quando ritiene che qualcuno sia in pericolo. Al tempo stesso, però, la disponibilità di un servizio pubblico altamente specializzato non può essere interpretata come una garanzia contro qualsiasi conseguenza di comportamenti irresponsabili.

C'è poi una questione di efficienza e di sicurezza collettiva. Un elicottero impegnato per una chiamata ingiustificata non è disponibile nello stesso momento per un alpinista ferito, un escursionista disperso o una persona colpita da un malore. Il problema, quindi, non riguarda soltanto il denaro pubblico: riguarda soprattutto la possibilità che una risorsa fondamentale non sia disponibile quando serve davvero.

La nuova impostazione della Guardia di Finanza va nella stessa direzione: non scoraggiare il soccorso, ma responsabilizzare chi utilizza in modo improprio una macchina pensata per salvare vite. Il principio è quello dell'equilibrio tra solidarietà e responsabilità: davanti a un pericolo reale si deve chiamare aiuto, mentre chi crea consapevolmente o per grave imprudenza un'emergenza non può necessariamente aspettarsi che tutte le conseguenze ricadano sulla collettività.

In una terra di montagne come la Valle d’Aosta, dove il soccorso è parte integrante della sicurezza del territorio e anche dell'offerta turistica, il tema va oltre la singola fattura. Significa chiedersi quanto vale una rete di emergenza sempre pronta a intervenire e quanto sia importante utilizzarla con consapevolezza. Perché il vero costo di una chiamata ingiustificata non è soltanto quello scritto su un conto: è anche una squadra, un elicottero o un operatore che potrebbero essere necessari, nello stesso momento, per salvare qualcun altro.

pi.mi.