Investire nella ricerca significa innanzitutto investire sulle persone e sulla capacità di un territorio di costruire il proprio futuro. È questo il senso della nuova misura approvata dalla Giunta regionale, che prova a mettere insieme due esigenze sempre più decisive per la Valle d’Aosta: offrire ai giovani laureati occasioni concrete di alta formazione e lavoro qualificato e, nello stesso tempo, aiutare le imprese a rafforzare la propria capacità di innovare.
L’Assessorato dello Sviluppo economico, Formazione e lavoro, insieme all’Assessorato agli affari europei, Innovazione, PNRR, Politiche nazionali per la montagna e Politiche giovanili, ha approvato l’Avviso pubblico per l’assegnazione di voucher destinati alle borse di ricerca attivate da organismi di ricerca e imprese che operano nel settore. L’obiettivo è sostenere nuove esperienze di ricerca rivolte a giovani laureati nelle aree tematiche individuate dalla Strategia di specializzazione intelligente (S3) della Valle d’Aosta.
La dotazione complessiva della misura ammonta a 1.000.000 di euro, finanziati attraverso il Programma regionale del Fondo Sociale Europeo Plus 2021/2027, con la possibilità di un successivo rifinanziamento. Non si tratta quindi soltanto di un intervento rivolto al mondo accademico o alla ricerca in senso stretto, ma di uno strumento inserito nella più ampia strategia regionale per lo sviluppo industriale e per il rafforzamento dell’ecosistema dell’innovazione.
La logica è quella di creare un collegamento più stretto tra formazione, ricerca e sistema produttivo. Le borse dovranno infatti consentire ai giovani laureati di acquisire competenze attraverso un percorso che combini momenti formativi e attività applicative. Parallelamente, imprese e organismi di ricerca potranno valorizzare e sviluppare ulteriormente conoscenze già maturate nell’ambito dei progetti collegati alla Strategia regionale di specializzazione intelligente.
Il terzo elemento, forse quello più strategico per una regione di piccole dimensioni come la Valle d’Aosta, riguarda l’attrattività. La sfida non è soltanto formare giovani qualificati, ma creare le condizioni perché possano trovare sul territorio occasioni professionali coerenti con le loro competenze. Allo stesso tempo, una maggiore disponibilità di professionalità specialistiche può rendere la Valle d’Aosta più interessante per imprese intenzionate a investire in ricerca e sviluppo.
Sul piano concreto, possono presentare domanda le imprese e gli organismi di ricerca che svolgono attività di ricerca, dispongono di una sede operativa in Valle d’Aosta e operano negli ambiti previsti dalla S3 regionale. Per ciascuna borsa è previsto un contributo di 2.000 euro al mese per ogni mese di attività del borsista. Il finanziamento può arrivare fino a 24 mesi per singolo ricercatore, mentre il contributo massimo concedibile a ciascuna impresa è fissato in 140.000 euro.
Le domande potranno essere presentate attraverso l’applicativo SISPREG dal 1° settembre 2026 al 31 dicembre 2029, secondo le modalità indicate nell’Avviso. L’avvio della borsa dovrà essere contestuale o successivo alla presentazione della domanda e dovrà coincidere con il primo giorno del mese. Per imprese e organismi interessati, le informazioni operative e i riferimenti degli uffici competenti sono disponibili sul Portale imprese della Regione.
La nuova misura arriva inoltre in un momento nel quale la Regione sta cercando di costruire una politica più strutturata a sostegno della ricerca. In questa direzione si colloca anche il Bando Ricerca 2026, che ha messo a disposizione delle imprese valdostane 3,5 milioni di euro per sostenere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
I numeri della partecipazione al bando restituiscono un quadro significativo: sono 14 i progetti presentati, singolarmente o attraverso collaborazioni, attualmente in fase di valutazione. Nel complesso sono coinvolte 24 imprese e 6 organismi di ricerca. Un dato che, al di là delle dimensioni assolute, segnala una domanda di innovazione presente nel tessuto produttivo regionale e una disponibilità crescente a costruire progetti attraverso forme di collaborazione.
È proprio questo aspetto che Luigi Bertschy, assessore allo Sviluppo economico, Formazione e lavoro, considera particolarmente significativo. «L’adesione al Bando Ricerca rappresenta un segnale della vivacità del tessuto economico valdostano e della capacità delle imprese del territorio di investire in innovazione, ricerca e sviluppo», osserva Bertschy, sottolineando come la partecipazione confermi «la strategia regionale di rafforzamento dell’ecosistema dell’innovazione» e la volontà di sostenere «in modo integrato, sia la crescita delle competenze dei giovani ricercatori sia la competitività delle imprese».
Per l’assessore, il punto centrale è proprio l’integrazione tra politiche del lavoro, formazione, ricerca e sviluppo economico. «La Regione crede infatti nel valore della ricerca come leva strategica per la competitività del nostro sistema produttivo e per la qualità del lavoro dei giovani», afferma Bertschy. Da qui la scelta di affiancare strumenti differenti: «Le misure che abbiamo messo in campo – dal nuovo Avviso per i voucher destinati alle borse di ricerca agli investimenti del Bando Ricerca 2026, al rinnovato “House&Work” – testimoniano un impegno politico chiaro e costante: creare le condizioni affinché imprese e organismi di ricerca possano innovare, collaborare e attrarre o trattenere talenti».
Il riferimento al capitale umano è particolarmente rilevante in una regione che deve confrontarsi con una duplice necessità: mantenere le competenze già presenti e riuscire ad attirarne di nuove. La ricerca può diventare uno degli strumenti attraverso i quali affrontare questa sfida, soprattutto se le opportunità offerte ai giovani non rimangono confinate alla fase formativa ma diventano un ponte verso una permanenza stabile nel mercato del lavoro regionale.
C'è poi una questione più ampia di politica economica. In un territorio caratterizzato da una struttura produttiva fatta prevalentemente di piccole e medie imprese, l'accesso alla ricerca e all'innovazione può rappresentare un fattore di competitività difficilmente raggiungibile attraverso le sole risorse aziendali. Il sostegno pubblico può quindi servire a ridurre il rischio dell'investimento iniziale e, soprattutto, a favorire la nascita di relazioni più solide tra imprese, ricercatori e organismi scientifici.
Bertschy sintetizza questa impostazione con un messaggio che guarda oltre la singola misura: «Sostenere la ricerca significa investire nel futuro della Valle d’Aosta». L’assessore lega direttamente la ricerca alla trasformazione del sistema produttivo, alla valorizzazione delle competenze e alla capacità del territorio di crescere. «Significa accompagnare le imprese nei loro processi di trasformazione, valorizzare le competenze dei giovani laureati valdostani e non e rafforzare un tessuto economico che ha dimostrato di saper cogliere le opportunità e di voler crescere», aggiunge.
La conclusione politica è altrettanto netta: «Continueremo a lavorare in questa direzione, perché la capacità di innovare è oggi uno dei principali fattori di sviluppo per i territori». È una prospettiva che, per la Valle d’Aosta, assume un significato particolare. In un'economia regionale che non può competere con i grandi territori industriali sul terreno dei volumi, la partita può essere giocata sulla qualità, sulle competenze, sulla specializzazione e sulla capacità di costruire reti.
La nuova misura da 1 milione di euro, insieme ai 3,5 milioni del Bando Ricerca 2026, rappresenta dunque qualcosa di più di un semplice stanziamento. Il vero risultato da misurare nei prossimi anni sarà la capacità di trasformare queste risorse in nuovi progetti, posti di lavoro qualificati, collaborazioni tra imprese e ricerca e, soprattutto, in una maggiore capacità della Valle d’Aosta di trattenere e attrarre competenze. Per una regione alpina che vuole difendere la propria autonomia anche attraverso una solida autonomia economica, investire sulla conoscenza significa costruire uno dei presupposti più importanti per affrontare il futuro.