C’è un filo d’acqua che attraversa le montagne, ma anche la memoria delle comunità che le abitano. È quello delle fontane, dei ruscelli, degli antichi sistemi di gestione delle risorse e dei luoghi nei quali, per secoli, l’acqua non è stata soltanto una necessità quotidiana, ma anche un punto di incontro, di conversazione e di vita collettiva. È proprio da questa dimensione che prende forma il percorso di BEN ESSERE – BIEN ÊTRE, il progetto condiviso dai Comuni di Doues, Allein e Ollomont, nel quale natura, cultura, tradizioni alpine e benessere personale vengono messi in relazione.
L’obiettivo non è soltanto proporre appuntamenti per residenti e turisti, ma costruire una modalità diversa di vivere il territorio. La montagna diventa esperienza, ascolto e relazione, mentre il patrimonio locale torna a essere uno strumento attraverso il quale rafforzare il senso di appartenenza. In questo quadro si inserisce “Il suono dei tuoi passi”, in programma domenica 16 agosto ad Allein, una passeggiata esperienziale nella quale il cammino incontra la musica acustica dal vivo.
Il ritrovo è previsto alle 09:00 a Pieplan, ad Allein. L’itinerario ad anello misura circa 7 chilometri, con un dislivello positivo contenuto di 250 metri e una durata stimata di 3 ore e mezza. Lungo il percorso sono previste 6 tappe panoramiche, della durata di circa 15 minuti ciascuna, durante le quali il paesaggio sarà accompagnato dalle esecuzioni de “I musicisti viandanti”: Cristel Schafer al flauto, Alessandro Musenga al violino e Dieter Buhler al violoncello.
La particolarità dell’iniziativa sta proprio nella volontà di modificare il ritmo con cui si attraversa la montagna. Non una semplice escursione, dunque, ma un invito a rallentare, osservare e ascoltare. Il rumore dei passi, il profumo della vegetazione, i colori e le forme del paesaggio diventano parte di un’esperienza nella quale la natura non fa semplicemente da sfondo, ma diventa protagonista.
Per partecipare sono consigliate calzature comode da cammino ed è previsto il pranzo al sacco. L’iniziativa è pensata per mettere in relazione persone e territorio attraverso una modalità di fruizione rispettosa dell’ambiente e capace di valorizzare anche gli aspetti meno immediatamente visibili del paesaggio.
Camminare significa infatti entrare in contatto con una storia fatta di lavoro, ingegno e gestione condivisa delle risorse. È qui che l’acqua assume un valore che va oltre la sua dimensione naturale. Per le comunità alpine, fontane e sorgenti sono state per lungo tempo luoghi essenziali della vita quotidiana e, contemporaneamente, spazi di socialità. Attorno all’acqua si incontravano persone, si costruivano relazioni e si rafforzava quel senso di comunità che ancora oggi rappresenta una delle risorse più importanti dei piccoli territori di montagna.
È significativo, in questo senso, il progetto “Fontane Fiorite”, che a Doues trasforma le storiche fontane del paese in luoghi di bellezza, partecipazione e cura collettiva. L’iniziativa coinvolge residenti e proprietari di seconde case nell’abbellimento delle fontane, restituendo centralità a un patrimonio materiale che conserva anche una forte dimensione immateriale.
Le fontane, da semplici infrastrutture della vita rurale, tornano così a essere simboli del paese. La loro valorizzazione non dipende esclusivamente dall’intervento pubblico, ma dalla partecipazione degli abitanti. Ed è proprio questo uno degli elementi più interessanti dell’intero progetto: il territorio non viene presentato come un prodotto da consumare, ma come un patrimonio da conoscere, vivere e soprattutto custodire insieme.
La scelta ha anche una ricaduta turistica ed economica. In un momento nel quale le località alpine sono chiamate a distinguersi puntando sulla qualità e sulla sostenibilità dell’offerta, iniziative di questo tipo possono contribuire a costruire un turismo meno concentrato sulla semplice attrazione paesaggistica e più interessato alle esperienze, alla cultura e all’autenticità. La valorizzazione delle fontane, della musica, dei percorsi e delle tradizioni diventa quindi anche uno strumento per raccontare un territorio e generare nuove occasioni di frequentazione.
Ma il valore principale rimane quello sociale. Coinvolgere residenti, proprietari di seconde case, associazioni e amministrazioni significa costruire una rete nella quale la cura del patrimonio diventa responsabilità condivisa. La comunità non è soltanto il pubblico al quale vengono proposte le iniziative: è parte integrante della loro realizzazione.
Il calendario di BEN ESSERE – BIEN ÊTRE arriverà al suo momento conclusivo il 28 agosto a Doues. Alle 20.30, nella Sala Polivalente, è prevista la premiazione della terza edizione di “Fontane Fiorite”, un appuntamento che celebrerà proprio il lavoro svolto da chi ha scelto di prendersi cura di questi luoghi simbolici del paese. Le fontane diventano così non soltanto elementi del paesaggio, ma autentici segni di accoglienza e di identità.
La serata proseguirà nell’ambito della rassegna cinematografica “La montagna che resiste”, con la proiezione del film “Hostiles”, del 2017, un’opera che affronta le fratture, le tensioni e la complessità delle relazioni umane attraverso il confronto con territori aspri e difficili.
Il percorso costruito dai tre Comuni racconta, in definitiva, una concezione della montagna nella quale benessere, cultura e territorio non sono compartimenti separati. La passeggiata musicale invita a riscoprire il paesaggio attraverso i sensi; le fontane riportano alla luce la memoria di una comunità; la partecipazione degli abitanti trasforma la valorizzazione del patrimonio in un'esperienza collettiva.
Ed è forse proprio questa la chiave più importante di BEN ESSERE – BIEN ÊTRE: ricordare che un territorio vive davvero quando le persone non si limitano ad abitarlo, ma lo riconoscono come parte della propria storia e scelgono di prendersene cura. In una montagna che deve affrontare sfide demografiche, economiche e turistiche sempre più complesse, rafforzare la comunità significa costruire una delle condizioni fondamentali per continuare a vivere quei luoghi, non soltanto per visitarli.
La vera ricchezza, allora, non è soltanto nell’acqua delle fontane o nei panorami attraversati a piedi. È nella capacità di una comunità di trasformare il proprio patrimonio in relazione, memoria e futuro.