FEDE E RELIGIONI - 13 agosto 2026, 18:00

Almanach de vendredi 14 aout saint Maximilien Kolbe

L'umiltà e la carità vanno di pari passo. L'una glorifica e l'altra santifica. L'umiltà e la purezza dei costumi sono ali che elevano fino a Dio e quasi divinizzano. (San Padre Pio Pietrelcina)

CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI  MONS. VESCOVO NEL MESE DI AGOSTO

Sabato 15 agosto

  • Ore 18.00 – Cattedrale di Aosta
    Santa Messa nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, titolare della Cattedrale.

Martedì 18 agosto

  • Mattino – Vescovado
    Udienze.

Giovedì 20 agosto

  • Mattino – Vescovado
    Udienze.

Sabato 22 agosto

  • Ore 9.30 – Aosta, Convento Suore di San Giuseppe
    Santa Messa per il rinnovamento dei voti e i giubilei di professione.

Da lunedì 24 a sabato 29 agosto

  • Pellegrinaggio diocesano a Lourdes.

La Chiesa celebra  San Massimiliano Maria Kolbe Sacerdote francescano, martire

Massimiliano Maria Kolbe nasce nel 1894 a Zdunska-Wola, in Polonia. Entra nell'ordine dei francescani e, mentre l'Europa si avvia a un secondo conflitto mondiale, svolge un intenso apostolato missionario in Europa e in Asia. Ammalato di tubercolosi, Kolbe dà vita al «Cavaliere dell'Immacolata», periodico che raggiunge in una decina d'anni una tiratura di milioni di copie. Nel 1941 è deportato ad Auschwitz. Qui è destinato ai lavori più umilianti, come il trasporto dei cadaveri al crematorio. Nel campo di sterminio Kolbe offre la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Muore pronunciando «Ave Maria». Sono le sue ultime parole, è il 14 agosto 1941. Giovanni Paolo II lo ha chiamato «patrono del nostro difficile secolo». La sua figura si pone al crocevia dei problemi emergenti del nostro tempo: la fame, la pace tra i popoli, la riconciliazione, il bisogno di dare senso alla vita e alla morte.

Il sole sorge alle ore 6,23 e tramonta  alle ore 20,48

“La pace chiama ogni persona alla responsabilità: inizia da me, inizia da no”. (Papa Leone XIV)
La costruzione di una società più giusta non dipende soltanto dalle grandi decisioni dei potenti, ma dai gesti quotidiani di ciascuno di noi. Ogni parola, scelta e comportamento possono diventare un seme di pace o di divisione. La responsabilità comune nasce dalla consapevolezza che il bene degli altri riguarda anche la nostra vita.