In vista dell’assemblea generale del 21 agosto 2026, chiamata al rinnovo dei vertici di CVA Spa, Pour l’Autonomie guarda con attenzione al percorso avviato dalla Giunta regionale per individuare la nuova governance della principale società energetica valdostana. Il movimento, appreso dalle notizie di stampa dei colloqui che l’esecutivo regionale sta conducendo con i diversi candidati alla guida della società, ritiene che la scelta non possa essere considerata una semplice partita di equilibri politici, ma debba essere affrontata alla luce del ruolo strategico che CVA ricopre per la Valle d’Aosta.
La Compagnia Valdostana delle Acque costituisce infatti uno dei patrimoni economici più importanti della regione. La gestione della risorsa idrica e la produzione di energia incidono non soltanto sui conti della società, ma più in generale sulla capacità della Valle d’Aosta di valorizzare una delle proprie principali risorse naturali e di tradurre le prerogative riconosciute dal proprio ordinamento autonomistico in concrete opportunità di sviluppo.
È proprio su questo punto che Pour l’Autonomie concentra il proprio intervento. «La gestione della principale risorsa energetica regionale non può prescindere dalle radici storiche, economiche e statutarie della nostra Autonomia», sottolinea il movimento, richiamando la necessità di mantenere centrale il rapporto tra CVA, territorio e comunità valdostana.
Per Pour l’Autonomie, i prossimi anni saranno decisivi per il futuro della società e, più in generale, per la gestione delle acque valdostane. Le scelte che verranno assunte dalla nuova governance dovranno quindi confrontarsi con questioni di grande rilevanza economica: la valorizzazione degli impianti, gli investimenti, la capacità di produrre ricchezza sul territorio, la sostenibilità della gestione e il ruolo che CVA può continuare a svolgere nella strategia energetica regionale.
Da qui l’auspicio che il rinnovo dei vertici non diventi «solo un terreno di scontro interno», come è apparso al movimento in questi ultimi mesi, ma possa trasformarsi in un'occasione di confronto sulle prospettive della società. Un confronto che, secondo Pour l’Autonomie, dovrebbe partire proprio dalle origini di CVA e dalle possibilità che lo Statuto speciale offre alla Valle d’Aosta nella gestione e nella valorizzazione delle proprie risorse idriche.
La questione, dunque, non riguarda esclusivamente la scelta di una persona chiamata a ricoprire un incarico societario. Dietro la nomina dei vertici di CVA si colloca una precisa idea del rapporto tra autonomia politica, patrimonio pubblico e sviluppo economico. Per una regione che ha costruito una parte significativa della propria identità autonomistica anche sulla tutela e sulla valorizzazione delle proprie risorse, la governance della società energetica rappresenta inevitabilmente una scelta di prospettiva.
Pour l’Autonomie precisa di non essere coinvolta politicamente nel procedimento di selezione e di osservare «con la massima attenzione» l’evolversi della situazione. Proprio per questo, il movimento invita a evitare logiche di spartizione degli incarichi e richiama apertamente il rischio di ricorrere al cosiddetto «manuale Cencelli», già utilizzato, secondo l’organizzazione autonomista, in occasione di altre importanti nomine.
La richiesta è quindi quella di mettere al centro le competenze. Ma non soltanto quelle manageriali in senso stretto: per Pour l’Autonomie, chi sarà chiamato a guidare CVA dovrà possedere anche una conoscenza profonda della Valle d’Aosta, delle sue peculiarità economiche e istituzionali e del significato che la società riveste per la comunità regionale.
La scelta della prossima governance di CVA arriva, del resto, in una fase nella quale energia, transizione energetica e controllo delle risorse strategiche assumono un peso sempre maggiore nelle politiche economiche. In questo scenario, la Valle d’Aosta è chiamata a interrogarsi non soltanto su come amministrare il proprio patrimonio energetico, ma su come utilizzarlo per rafforzare la propria autonomia, sostenere gli investimenti e generare ricadute durature sul territorio.
È questo, in definitiva, il significato più ampio che Pour l’Autonomie attribuisce alla partita delle nomine. La nuova governance di CVA non sarà chiamata semplicemente a gestire una società, ma dovrà misurarsi con una risorsa che appartiene alla storia economica e istituzionale della Valle d’Aosta. Per questo, nella scelta dei vertici, il criterio della competenza dovrà necessariamente accompagnarsi alla conoscenza del territorio e alla consapevolezza del valore autonomistico delle acque valdostane.