EVENTI E APPUNTAMENTI - 05 agosto 2026, 10:00

Parco Nazionale Gran Paradiso, vent'anni di ricerca e tutela della biodiversità alpina con la rassegna "Natura in Evoluzione"

Incontri, laboratori, esperienze sul campo e spettacoli animano il versante valdostano e piemontese per celebrare vent'anni di monitoraggi scientifici sugli ecosistemi di alta quota

Il Parco Nazionale Gran Paradiso festeggia un importante traguardo: i vent'anni dall'avvio della ricerca e del monitoraggio sistematico sulla biodiversità alpina. Per l'occasione, l'Ente Parco si fa capofila di un ricco programma estivo di iniziative collegate al territorio, che spaziano tra incontri, laboratori, spettacoli e uscite sul campo, distribuite sia sul versante valdostano che su quello piemontese.

Questo anniversario si integra nella rassegna di divulgazione scientifica "Natura in Evoluzione", nata nel 2023 in stretta collaborazione con l'Associazione BioMA. La tutela della biodiversità si conferma così una priorità fondamentale non solo sul piano ambientale, ma anche economico e sociale, indispensabile per garantire benessere e sviluppo sostenibile alle comunità locali e alle future generazioni.

La rassegna affronta quesiti scientifici complessi con un linguaggio accessibile: dallo studio del DNA dello stambecco al ruolo della chimica nella sopravvivenza delle piante, fino all'importanza dell'osservazione di farfalle, cavallette e sensori ambientali. Attraverso testimonianze, immagini e racconti "dietro le quinte" del lavoro sul campo, il pubblico può scoprire come la ricerca si traduca in concrete azioni di conservazione.

Gli eventi vedono la partecipazione attiva di ricercatori del Parco, divulgatori e artisti di rilievo, tra cui Telmo Pievani, Simona Bonelli, Marco Mastrorilli, Massimo Bernardi, la Banda Osiris e la Compagnia teatrale La Désarmante. Il programma completo e la documentazione fotografica sono consultabili sul sito ufficiale dell'Ente Parco.

L'impegno del Parco verso una misurazione strutturata della biodiversità prende forma tra il 2005 e il 2006 quando, accanto agli storici studi su camoscio e stambecco, prende il via il progetto di Monitoraggio della Biodiversità Animale in ambiente Alpino (MBAA). Gli ecosistemi di alta quota, per via della presenza di popolazioni isolate e fortemente specializzate, rappresentano veri e propri indicatori precoci dei cambiamenti climatici.

Il programma di ricerca analizza specifici gruppi tassonomici considerati "sentinelle" dell'ecosistema: carabidi, stafilinidi, ragni, farfalle, cavallette, uccelli e, inserite successivamente, le formiche. Utilizzando metodologie standardizzate e replicabili, il modello si è esteso negli anni ad altre cinque aree protette italiane: il Parco Alpi Cozie, il Parco dell’Ossola, il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco Nazionale Val Grande, creando una rete collaborativa fondamentale per l'intero arco alpino.

L'analisi dei dati raccolti in due decenni ha permesso un notevole avanzamento delle conoscenze sulla fauna invertebrata e sulle criticità delle praterie alpine, habitat ricchi di specie endemiche e vulnerabili.

I dati temporali, in particolare quelli relativi alle farfalle, mostrano già gli effetti del riscaldamento globale: si registra una progressiva risalita verso quote più elevate di specie provenienti dai fondovalle, una diminuzione degli organismi a dieta specializzata e una generale omogeneizzazione delle comunità biologiche alle diverse altitudini.

Grazie alla continuità delle rilevazioni e al lavoro coordinato di guardiaparco, tecnici, università e tassonomi, le serie storiche elaborate rappresentano oggi uno strumento previsionale e gestionale indispensabile per la tutela futura delle montagne.

red.