Come un ghiacciaio che si ritira lentamente lasciando scoperta una ferita profonda della montagna, anche l’agricoltura valdostana sta mostrando i segni di una trasformazione climatica che non può più essere ignorata. La scarsità d’acqua e le temperature sempre più elevate stanno mettendo sotto pressione un comparto fondamentale per l’economia e l’identità della regione, spingendo gli agricoltori a chiedere risposte rapide e concrete prima che una difficoltà stagionale diventi una crisi permanente.
Questa mattina la presidente di Coldiretti Valle d’Aosta Alessia Gontier e il direttore Roberto Bianco hanno incontrato l’assessora regionale all’Agricoltura e Risorse Naturali Speranza Girod per affrontare le criticità che stanno colpendo il mondo agricolo. Al centro del confronto la necessità di accelerare gli interventi per garantire la disponibilità di risorse idriche e sostenere le imprese agricole, sempre più esposte agli effetti del cambiamento climatico.
La situazione appare particolarmente delicata per la produzione di foraggio e per la gestione degli allevamenti negli alpeggi, dove lo stress idrico rischia di compromettere l’equilibrio economico di aziende già caratterizzate da margini molto contenuti. Ma l’emergenza riguarda anche altri settori strategici: viticoltura, frutticoltura e orticoltura stanno infatti pagando il prezzo di stagioni segnate dall’alternanza tra lunghi periodi senza precipitazioni ed eventi meteorologici estremi.
Durante l’incontro, Alessia Gontier ha evidenziato la necessità di cambiare passo nella gestione dell’acqua: “Nonostante la presenza di una storica ed efficiente rete irrigua, occorre progettare sistemi che non si limitino ad aumentare la capacità di stoccaggio, ma che garantiscano una distribuzione efficiente, un utilizzo responsabile e la riduzione degli sprechi d’acqua”. Un richiamo che punta a superare una logica emergenziale per costruire una strategia di lungo periodo.
Secondo Coldiretti Valle d’Aosta, infatti, la questione idrica non rappresenta più una semplice emergenza legata a una particolare annata, ma un problema strutturale destinato a condizionare il futuro dell’agricoltura alpina. “Senza acqua non c’è agricoltura, e senza agricoltura non c’è presidio del territorio montano”, è il messaggio lanciato dall’organizzazione, che sollecita la trasformazione del Piano Invasi in una priorità assoluta per la Regione e chiede anche l’attivazione dello stato di emergenza e misure capaci di garantire la tenuta economica delle aziende.
La richiesta non riguarda un semplice sostegno economico alle imprese, ma una politica di investimento capace di mettere gli agricoltori nelle condizioni di affrontare una nuova realtà climatica. Coldiretti ha chiesto risorse adeguate, procedure autorizzative più rapide e una collaborazione più stretta tra Regione, Consorzi di miglioramento fondiario e operatori agricoli. L’obiettivo è difendere il reddito degli imprenditori, mantenere vive le produzioni di qualità e preservare il ruolo dell’agricoltura come elemento essenziale della vita delle vallate.
Nel confronto è emerso anche il ruolo degli agricoltori come veri custodi del territorio. Il direttore Roberto Bianco ha richiamato il valore della Legge n. 24 del 28 febbraio 2024, che ha istituito la figura dell’“agricoltore custode dell’ambiente e del territorio”. “Ogni giorno coltivatori e allevatori svolgono un’attività essenziale di manutenzione del suolo, prevenzione del dissesto idrogeologico, tutela del paesaggio rurale, conservazione della biodiversità e presidio delle aree montane, contribuendo a contrastare lo spopolamento e a garantire la sicurezza del territorio”, ha dichiarato Bianco.
Un riconoscimento che, secondo Coldiretti Valle d’Aosta, deve tradursi in strumenti concreti: investimenti, innovazione e nuove politiche agricole capaci di sostenere chi vive e lavora nelle zone più fragili della montagna. Perché il futuro delle aziende agricole non riguarda soltanto il settore primario, ma anche la difesa del paesaggio, la prevenzione dei rischi ambientali e la permanenza delle comunità nelle aree alpine.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche altri problemi che pesano sul comparto, tra cui i danni provocati dagli insetti alieni e la crescente difficoltà di mantenere redditi adeguati a causa dell’aumento dei costi di produzione. Coldiretti Valle d’Aosta ha comunque sottolineato l’importanza del confronto avviato con l’assessora Speranza Girod, considerato un passaggio utile per affrontare le numerose sfide che attendono l’agricoltura regionale.
La crisi dell’acqua in Valle d’Aosta diventa così il simbolo di una trasformazione più ampia che coinvolge tutte le aree montane europee. Difendere l’agricoltura significa non soltanto salvaguardare un comparto economico, ma proteggere un modello di territorio costruito nei secoli: una montagna abitata, curata e capace di resistere ai cambiamenti del clima. Oggi la sfida non è più soltanto produrre, ma garantire le condizioni perché la montagna possa continuare ad avere un futuro.