TRADIZIONI E CULTURA MONDO RURALE - 03 agosto 2026, 09:12

Battailes de Reines: Vertosan riparte con il pieno di pubblico: oltre mille spettatori applaudono Lionne, Braqueun e Reinon e Royale di AlessandrommVoyat regina del peso con 733 kg

La prima eliminatoria estiva del 69° Concours Régional Batailles de Reines richiama oltre mille persone nel vallone di Vertosan. In gara 90 bovine, con 12 qualificate alla Finale regionale del 25 ottobre. Il presidente Roberto Bonin: «Ripresa oltre ogni aspettativa, spettacolo e passione nel vallone di Vertosan». Prossima tappa domenica 9 agosto a Breuil-Cervinia.

L'arena di Vertosan

Il rombo degli applausi, il tifo degli allevatori e il caratteristico confronto tra le regine hanno riportato il grande spettacolo delle Batailles de Reines nel vallone di Vertosan. La prima eliminatoria estiva del 69° Concours Régional Batailles de Reines, disputata domenica 2 agosto 2026, ha richiamato oltre mille spettatori, confermando quanto questa manifestazione continui a rappresentare uno degli appuntamenti più sentiti dell'estate valdostana. Una giornata scandita dal sole, dalla polvere dell'arena e dall'entusiasmo del pubblico, con le bovine protagoniste assolute di una tradizione che continua a rinnovarsi senza perdere il proprio legame con il territorio.

A contendersi la qualificazione alla Finale regionale del 25 ottobre sono state 90 bovine, ma soltanto 12 hanno conquistato il pass per l'ultimo atto della stagione. 

Nella prima categoria a imporsi è stata Lionne, allevata da Enzo Marcoz di Brissogne, davanti ad Ardita di Alessandro Voyat (Charvensod), Marmotta di Gimmy Dujany (Châtillon) e Bataillon della Società Agricola Tour d'Aillon di Aymavilles.

Nella seconda categoria il successo è andato a Braqueun di Nadir Jordan (Valpelline), che ha preceduto Queggion di Maurice Bollon (Charvensod), Poudre, ancora dell'allevamento di Nadir Jordan, e Rivale di Enzo Marcoz.

La terza categoria ha invece incoronato Reinon dei Frères Grimod di Pollein, davanti a Glorieuse di Yannich Martinod (Saint-Nicolas), Madiba dell'allevamento Fonte-Pellissier di La Salle e Moureun dei Frères Vierin, anch'essi di Pollein.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente dell'Association, Roberto Bonin, che ha sottolineato come la ripresa delle eliminatorie estive abbia superato le aspettative. Nel ringraziare il Comité di Avise per l'organizzazione, ha evidenziato come la vera forza della manifestazione siano gli allevatori, ricordando che anche chi non è riuscito a qualificare la propria reina contribuisce, con il lavoro quotidiano nelle stalle, a mantenere vivo uno spettacolo che appartiene all'intera comunità valdostana.

Le Batailles de Reines, infatti, sono molto più di una competizione. Dal punto di vista economico rappresentano un sostegno concreto al comparto zootecnico valdostano, valorizzando il lavoro degli allevamenti di montagna, promuovendo le produzioni locali e generando un importante indotto per il turismo, la ristorazione e le attività dei territori che ospitano le eliminatorie.

Sul piano della tradizione, le sfide tra le reines raccontano una pratica antica, nata dal comportamento naturale delle bovine e tramandata di generazione in generazione. Ogni arena diventa così il luogo in cui la memoria della civiltà alpina continua a vivere, senza trasformarsi in una semplice rievocazione del passato.

Il valore culturale della manifestazione è altrettanto significativo. Le Batailles rafforzano il senso di appartenenza della comunità valdostana, custodiscono il patrimonio linguistico e le consuetudini della montagna e permettono alle nuove generazioni di riconoscersi in un'identità che continua a evolversi senza rinunciare alle proprie radici.

L'attenzione si sposta ora sulla prossima eliminatoria, in programma domenica 9 agosto a Breuil-Cervinia, nel comune di Valtournenche, dove nuove aspiranti regine cercheranno di conquistare un posto nella Finale regionale. Il cammino verso il titolo è ancora lungo, ma la tappa di Vertosan ha già confermato un dato evidente: le Batailles de Reines continuano a essere uno dei simboli più autentici della Valle d'Aosta, capaci di unire allevamento, comunità e territorio in una manifestazione che conserva intatto il proprio fascino e che, anno dopo anno, rinnova il legame profondo tra la montagna e chi la vive ogni giorno.

pi.mi.