CULTURA - 02 agosto 2026, 12:00

Cervino CineMountain, Where We Used to Sleep conquista il Grand Prix e si aggiudica l'“Oscar del cinema di montagna”

Si è chiusa a Valtournenche la XXIX edizione del Cervino CineMountain, che in otto giorni ha riunito cinema, alpinismo e cultura delle terre alte. Il massimo riconoscimento è andato al film del regista tedesco Matthäus Wörle, mentre una menzione speciale e il Premio C.A.I. sono stati assegnati a The Oldest Munro Bagger di Christina e Jay Golian. L'edizione ha confermato il festival tra i principali appuntamenti internazionali dedicati al cinema di montagna

La capanna nel cielo Premio del Pubblico

Si è conclusa nella serata di sabato 1° agosto 2026, con la tradizionale cerimonia di premiazione, la XXIX edizione del Cervino CineMountain, il festival internazionale di cinema di montagna più alto d'Europa. Per otto giorni Breuil-Cervinia e Valtournenche sono diventate il punto d'incontro di registi, alpinisti, scrittori, esploratori e appassionati, consolidando il ruolo della manifestazione come uno dei principali eventi internazionali dedicati alla narrazione della montagna attraverso il linguaggio cinematografico.

A conquistare il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée, riconoscimento considerato nel circuito internazionale il vero e proprio "Oscar del cinema di montagna", è stato Where We Used to Sleep, film del regista tedesco Matthäus Wörle (Germania, 2024, 81 minuti). L'opera racconta una vicenda di memoria, identità e resistenza ambientata in un villaggio della Romania quasi completamente sommerso dai fanghi tossici prodotti da una miniera di rame, trasformando una storia locale in una riflessione universale sulle conseguenze ambientali e sociali dello sfruttamento delle risorse naturali.

L'edizione 2026 ha confermato la dimensione internazionale del festival. Il programma ha proposto 41 film in concorso, 14 anteprime italiane, 3 anteprime mondiali, 6 opere fuori concorso e complessivamente 70 proiezioni, portando ai piedi del Cervino storie provenienti da quattro continenti. Un'offerta culturale che testimonia come il cinema di montagna non rappresenti più soltanto il racconto dell'alpinismo, ma sia diventato uno strumento per interpretare i grandi cambiamenti ambientali, economici e sociali che interessano le aree montane e, più in generale, il pianeta.

La Giuria Internazionale ha inoltre assegnato una Menzione Speciale a The Oldest Munro Bagger di Christina e Jay Golian (Regno Unito, 2025, 57 minuti), documentario che segue l'ottantenne Nick Gardner nella straordinaria impresa di completare la salita di tutti i 282 Munro della Scozia. Lo stesso film ha ricevuto anche il Premio C.A.I., riconoscimento che valorizza le opere capaci di trasmettere i valori della frequentazione responsabile della montagna e dell'esperienza umana in ambiente alpino.

Sul piano culturale e turistico, il Cervino CineMountain continua a rappresentare anche un importante strumento di promozione per la Valle d'Aosta. La manifestazione richiama ogni anno autori, operatori del settore e pubblico internazionale, contribuendo a rafforzare l'immagine del territorio come luogo di produzione culturale oltre che di eccellenza paesaggistica. Il sostegno delle istituzioni regionali e degli enti locali conferma la volontà di investire in eventi capaci di coniugare valorizzazione del patrimonio naturale, sviluppo turistico e crescita dell'offerta culturale.

La chiusura della XXIX edizione lascia così l'immagine di un festival sempre più maturo e riconosciuto nel panorama internazionale. In un'epoca in cui le montagne sono al centro delle sfide legate ai cambiamenti climatici, allo spopolamento e alla sostenibilità, il Cervino CineMountain dimostra come il cinema possa diventare uno spazio privilegiato per raccontare queste trasformazioni, alimentando un dialogo che supera i confini geografici e rende le terre alte un osservatorio sul futuro delle comunità e dell'ambiente.

je.fe.