C'è un momento, ogni estate, in cui il legno torna a raccontare storie, la pietra sembra custodire memorie antiche e il rumore degli scalpelli si confonde con quello dei passi di migliaia di persone che attraversano il centro storico di Aosta. È il tempo dell'artigianato valdostano, una stagione che non è soltanto una successione di esposizioni e mercati, ma un rito collettivo che rinnova il legame tra una comunità e le proprie radici. Anche quest'anno quel rito si è compiuto con un successo che va oltre i numeri, trasformando le vie della città in un laboratorio a cielo aperto dove identità, creatività e tradizione hanno dialogato con il presente.
L'Assessorato dello Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile traccia infatti un bilancio ampiamente positivo delle manifestazioni che, a partire dal 18 luglio, hanno animato il capoluogo regionale richiamando un pubblico numeroso composto da residenti, turisti e appassionati. Un'affluenza costante che ha confermato quanto l'artigianato rappresenti ancora oggi uno dei principali ambasciatori della Valle d'Aosta, capace di raccontare il territorio senza bisogno di traduzioni.
A raccogliere il testimone è stato poi l'Atelier des Métiers, che ha visto protagonisti 46 espositori professionisti, capaci di trasformare il proprio banco in una finestra aperta sul sapere artigiano. Non semplici venditori, ma custodi di gesti tramandati nel tempo, pronti a spiegare, mostrare e raccontare il percorso che porta un materiale grezzo a diventare un'opera. L'Atelier ha registrato un flusso costante di visitatori durante tutte le giornate di apertura, compresa quella straordinaria di oggi in concomitanza con la 57ª Foire d'été, e resterà visitabile anche domani, domenica 2 agosto, dalle ore 10 alle 19, offrendo un'ultima occasione per acquistare e ammirare le creazioni degli artigiani.
Grande partecipazione anche per "Tornitori senza Confini – Incontro tra Tradizioni, Territori ed Evoluzione della Tornitura", un progetto che ha saputo mettere attorno allo stesso banco artigiani valdostani, provenienti da altre regioni italiane e dall'estero, trasformando la tornitura in un linguaggio universale. Accanto a questa iniziativa si è confermato il successo di ORSOFF, giunto alla quarta edizione, che ha costruito un suggestivo percorso tra la chiesa di Santa Croce e la collegiata dei Santi Pietro e Orso, intrecciando arte contemporanea, artigianato, laboratori, visite guidate e momenti di confronto culturale.
A chiudere il calendario è stata la 57ª Foire d'été, che ha portato nel cuore di Aosta circa 400 artigiani, trasformando la città in una grande festa popolare. Dalle dimostrazioni dedicate al riconoscimento delle essenze dei legni ai laboratori per i più piccoli, dalla sfilata degli antichi saperi fino all'annullo filatelico commemorativo e alla tradizionale corsa delle botti, la manifestazione ha saputo coinvolgere pubblici di ogni età, dimostrando come il patrimonio artigianale possa ancora rappresentare un potente elemento di aggregazione sociale oltre che una significativa attrazione turistica.
Il progetto, nelle intenzioni dell'amministrazione regionale, non si limita dunque alla promozione di eventi, ma punta a costruire una rete di relazioni internazionali capace di rafforzare il settore. «Il dialogo tra tradizioni, tecniche e saperi diversi rappresenta un'importante opportunità di crescita reciproca e, allo stesso tempo, contribuisce a valorizzare e promuovere il nostro patrimonio artigianale. Inoltre, con iniziative come ORSOFF, apriamo le nostre manifestazioni anche all'incontro con altre forme d'arte, convinti che il dialogo tra artigianato e arte sia un ulteriore terreno fertile di crescita culturale e creativa per la nostra regione», conclude Bertschy, indicando una direzione che intreccia tutela delle tradizioni e capacità di innovazione.
Dietro il successo delle manifestazioni emerge anche una riflessione di carattere economico e politico. L'artigianato rappresenta infatti uno dei settori identitari della Valle d'Aosta, non solo per il valore culturale delle produzioni ma anche per la loro capacità di sostenere il turismo, alimentare le piccole imprese locali e mantenere vive competenze che rischierebbero altrimenti di scomparire. Investire in questi appuntamenti significa quindi rafforzare un modello di sviluppo che lega economia, cultura e promozione del territorio, facendo della specificità valdostana un elemento competitivo e non un limite.