La Valle d'Aosta si conferma ancora una volta il punto di riferimento nazionale per la preparazione scientifica d'eccellenza. È stato il Centro risorse delle scienze, collocato presso l’Istituzione scolastica Saint-Roch di Aosta, a ospitare lo stage di eccellenza delle Scienze della Terra, un appuntamento che conclude ogni anno il percorso dei Campionati delle Scienze Naturali organizzati dall'ANISN, l'Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali.
Protagonisti dello stage, svoltosi dal 10 al 15 luglio scorsi, sono stati i dieci studenti qualificati alla fase nazionale dei Campionati, in rappresentanza di dieci diverse regioni italiane. Per la categoria biennio hanno partecipato Marco Agosta per la Sicilia, Niccolò Giusti per la Toscana, Domenico Trimboli per la Calabria, Jacopo De Stefani per il Veneto e Riccardo Marchionni per le Marche. Per la categoria triennio i partecipanti sono stati Matteo Dolcin per l'Emilia-Romagna, Antonio Francesconi per il Friuli-Venezia Giulia, Damiano Sieli per la Liguria, Daniele Mazzone per il Lazio e Simone Loconte per la Puglia. Per un'intera settimana i ragazzi hanno approfondito i temi del syllabus internazionale delle IESO, spaziando dalla petrografia alla geologia strutturale, dalla micropaleontologia alla geomorfologia, fino all'analisi degli affioramenti, alla meteorologia, ai temi del clima e dei rischi naturali, alternando lezioni teoriche, attività di laboratorio ed escursioni sul territorio valdostano, vissuto come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto.
L'iniziativa si è avvalsa della collaborazione di docenti ed esperti di altissimo livello provenienti dall'Università degli Studi di Torino, con i professori Daniele Castelli, Giandomenico Fubelli, Francesca Lozar e Gessica Umili, dall'Università degli Studi di Milano, con la professoressa Elisabetta Erba, e dal Centro funzionale regionale della Valle d'Aosta, con la dottoressa Silvia Monte. A conclusione delle attività, a tutti gli studenti è stato consegnato un attestato ufficiale che documenta il percorso formativo svolto e che andrà ad arricchire il loro curriculum.
Lo stage di quest'anno riveste un significato particolarmente speciale, poiché rappresenta la tappa di avvicinamento alle IESO, le International Earth Science Olympiad, che dopo quindici anni faranno il loro ritorno in Italia, precisamente a Torino e in Piemonte, dal 20 al 27 agosto 2026. L'evento, organizzato dall'ANISN insieme all'Università degli Studi di Torino, vedrà la partecipazione di oltre quaranta squadre nazionali composte da circa centosettanta ragazzi provenienti da tutto il mondo, accompagnati da oltre centocinquanta tra docenti universitari e membri di Società Geologiche.
Questo grande ritorno nel Paese vedrà un coinvolgimento diretto e prestigioso della Valle d'Aosta. Venerdì 21 agosto, infatti, i centosettanta studenti, suddivisi in squadre miste internazionali di sei componenti ciascuna, saliranno a Skyway Monte Bianco per prendere parte all'ESP, l'Earth Science Project, una delle prove ufficiali delle Olimpiadi in cui lavoreranno insieme sui temi del cambiamento climatico e dell'ambiente d'alta montagna al cospetto del ghiacciaio. Successivamente, lunedì 24 agosto, la regione accoglierà i mentor, con oltre centocinquanta esperti geoscienziati di più di quaranta Paesi che visiteranno il territorio prendendo parte a una conferenza scientifica dedicata ai nuovi suoli che si formano con il ritiro dei ghiacciai e a un momento di accoglienza istituzionale ad Aosta.
L'importanza di questo traguardo è stata evidenziata da Erik Lavevaz, Assessore regionale all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, il quale ha sottolineato come da quasi vent'anni la Valle d'Aosta rappresenti la palestra in cui si preparano le squadre italiane per le Olimpiadi internazionali delle Scienze della Terra. L'Assessore ha inoltre rimarcato che quest'anno la regione non sarà soltanto il luogo della preparazione, ma una delle sedi ufficiali della competizione, offrendo a studenti di oltre quaranta Paesi l'opportunità di studiare il cambiamento climatico davanti al Monte Bianco, in un riconoscimento del valore scientifico e didattico del territorio e un'occasione straordinaria per presentarlo al mondo.