La montagna come patrimonio storico, ambiente operativo e laboratorio di innovazione. È questo il filo conduttore dell’avvicendamento al Comando del Centro Addestramento Alpino dell’Esercito, avvenuto nella mattinata di 24 luglio 2026 al Castello Generale Cantore di Aosta. Una cerimonia che non ha rappresentato soltanto un cambio della guida della Scuola Militare Alpina, ma anche il passaggio simbolico tra due fasi di sviluppo di una struttura che negli ultimi anni ha rafforzato il proprio ruolo nel panorama nazionale e internazionale della formazione militare in ambienti difficili.
A lasciare l’incarico è stato il Generale di Brigata Alessio Cavicchioli, che ha ceduto il comando al parigrado Carlo Di Somma (nella foto di Francesco Ducoli)), alla presenza del Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Divisione Alberto Vezzoli, del Sindaco di Aosta Raffaele Rocco e di numerose autorità civili e militari. Particolarmente significativa anche la presenza del Labaro Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, accompagnato dal Presidente Nazionale Sebastiano Favero, a testimonianza del forte legame tra l’Esercito e il mondo alpino rappresentato dagli alpini in congedo.
Nel suo intervento di commiato, il Generale Cavicchioli ha ripercorso le attività sviluppate durante il quadriennio di comando, evidenziando la trasformazione del Centro Addestramento Alpino in una struttura capace di unire tradizione militare, formazione specialistica e ricerca applicata. Sotto la sua guida, il Castello Cantore è diventato sempre più un punto di riferimento per la sperimentazione di materiali, equipaggiamenti e procedure operative destinate agli ambienti di media e alta montagna, ma anche alle condizioni artiche e subartiche.
Un’evoluzione che ha portato il Centro a rafforzare i rapporti con università, centri di ricerca e aziende del settore della difesa e dell’outdoor, creando una rete nella quale esperienza sul campo e innovazione tecnologica si sono incontrate. Tra le iniziative più rappresentative figura il “Campo Alta Quota”, esercitazione condotta sul ghiacciaio del Gigante, diventata un laboratorio operativo nel quale verificare direttamente soluzioni tecniche e procedure destinate ad affrontare condizioni ambientali estreme.
«Il Centro Addestramento Alpino si è affermato come un punto di riferimento non soltanto per la formazione militare, ma anche per il dialogo con il mondo della ricerca e dell’impresa», è stato il senso del bilancio tracciato dal Generale Cavicchioli, che ha ringraziato il personale della struttura per la professionalità dimostrata e ha rivolto gli auguri al nuovo comandante.
Per il Generale di Brigata Carlo Di Somma, il nuovo incarico rappresenta un ritorno nell’ambiente delle Truppe Alpine dopo un periodo trascorso presso l’Ufficio Generale Pianificazione Finanziaria dello Stato Maggiore dell’Esercito. La sua esperienza sarà ora chiamata a sostenere una fase nella quale il concetto di ambiente montano viene sempre più collegato a scenari internazionali complessi.
Di Somma ricopre inoltre il ruolo di Presidente del Comitato di Indirizzo Interforze per l’Artico, il sub Artico e l’Antartide, elemento che rafforza il legame tra la vocazione storica della Scuola Militare Alpina e le nuove esigenze operative legate agli ambienti estremi.
Negli ultimi anni il Centro Addestramento Alpino ha infatti sviluppato il cosiddetto “paradigma degli ambienti estremi”, basato sull’idea che competenze maturate in montagna, in alta quota e nelle condizioni di grande freddo possano essere trasferite anche agli scenari polari. Un percorso iniziato con particolare intensità dal 2022, quando la struttura ha ampliato progressivamente la propria attenzione verso la dimensione artica, anticipando una crescente attenzione strategica internazionale verso quelle aree.
Il riconoscimento ottenuto nel periodo 2024-2026 ha consolidato il ruolo del Centro come riferimento nazionale per la formazione specialistica, la sperimentazione e la ricerca applicata. Un risultato costruito attraverso l’integrazione tra addestramento militare, collaborazione scientifica e partnership con il mondo produttivo, trasformando la Scuola Militare Alpina in un vero polo di conoscenza sulle condizioni ambientali più impegnative.
Onori alla Bandiera (ph. Francesco Ducoli)
La sfida per il nuovo comandante sarà ora quella di preservare questo patrimonio e svilupparlo ulteriormente, mantenendo insieme il valore della tradizione alpina e la necessità di innovare. In un contesto internazionale nel quale il controllo e la capacità di operare negli ambienti difficili assumono una crescente importanza, la montagna valdostana diventa così non soltanto luogo di addestramento, ma piattaforma strategica per costruire competenze utili all’intero sistema Paese.
Il cambio al vertice del Centro Addestramento Alpino racconta quindi una realtà profondamente radicata nel territorio, ma capace di guardare oltre i confini regionali e nazionali. Aosta e la Valle d’Aosta confermano il loro ruolo storico di terra alpina dove disciplina, ricerca e conoscenza dell’ambiente naturale continuano a intrecciarsi, offrendo una prospettiva nella quale il futuro della montagna passa anche dalla capacità di affrontare le sfide più estreme.