ATTUALITÀ - 22 luglio 2026, 17:11

Col du Mont, il confine che non divide: la Rencontre 2026 rinnova il patto di amicizia tra Valgrisenche e Sainte-Foy

Circa 110 partecipanti hanno raggiunto domenica 19 luglio 2026 il Col du Mont, a 2.639 metri di quota, per la tradizionale Rencontre tra Valgrisenche e Sainte-Foy-Tarentaise. Tra saluti istituzionali, celebrazione religiosa e momento conviviale, il vecchio valico alpino si è confermato ancora una volta luogo di incontro, memoria e cooperazione tra comunità unite da una storia comune

Dopo la benedizione un momento conviviale tutti insieme (ph. Pro Loco Valgrisenche)

Ci sono montagne che dividono sulle carte geografiche, ma che nella vita delle persone hanno sempre rappresentato un ponte. Il Col du Mont è una di queste. Domenica 19 luglio 2026 oltre un centinaio di persone ha affrontato il sentiero verso i 2.639 metri del colle che unisce la Valgrisenche alla Tarantasia per partecipare alla tradizionale Rencontre con gli amici francesi di Sainte-Foy-Tarentaise. Un appuntamento che, anno dopo anno, continua a trasformare un antico passaggio di frontiera in un simbolo di fratellanza alpina.

La salita verso il colle è già parte integrante del significato della giornata. Passo dopo passo, lungo un ambiente severo ma affascinante, i partecipanti hanno ripercorso gli stessi sentieri che per secoli hanno visto transitare pastori, commercianti, famiglie e viandanti. Un cammino nella natura che diventa anche un viaggio nella memoria, perché il Col du Mont racconta una storia fatta di relazioni costruite molto prima dell'esistenza degli attuali confini nazionali.

L’assessore del comune  Joseph Bovard, il sindaco di Sainte-Foy Yannick Amet, il vicepresidente proloco Bruno Bethaz e il sacerdote officiante don Marco del Mato Grosso di stanza al Rifugio degli Angeli al Morion

All'appuntamento delle ore 11 sono arrivati circa 110 partecipanti, accolti dalle autorità delle due comunità. A rappresentare Valgrisenche era presente l'assessore comunale Joseph Bovard, mentre per Sainte-Foy-Tarentaise ha partecipato il sindaco Yannick Amet. Con loro il vicepresidente della Pro loco Bruno Bethaz e il sacerdote celebrante don Marco del Mato Grosso, attualmente ospite al Rifugio degli Angeli al Morion, che ha accompagnato il momento religioso della giornata.

Dopo i saluti istituzionali e la celebrazione della Santa Messa, il colle è tornato ad assumere quella dimensione familiare che da sempre caratterizza la Rencontre. La benedizione ha lasciato spazio a un momento conviviale condiviso da tutti i presenti, tra prodotti tipici, racconti e conversazioni in un clima di amicizia che supera le differenze linguistiche e amministrative. Una tavola ideale senza confini, dove la montagna diventa il luogo in cui le comunità si riconoscono.

La forza di questo appuntamento sta proprio nella sua semplicità. Non è una celebrazione costruita dall'alto, ma una tradizione nata dal basso, dalla quotidianità di popolazioni alpine che per secoli hanno vissuto lo stesso ambiente, affrontato gli stessi problemi e condiviso gli stessi ritmi di vita. Il Col du Mont, che in passato fu anche teatro di passaggi militari e tensioni tra Stati, oggi rappresenta l'esatto contrario: un luogo dove si incontrano persone, culture e storie.

Circa 110 partecipanti alla Rencontre 2026! appuntamento al Colle ore 11 con i saluti delle autorità e la Santa Messa 

La presenza delle amministrazioni locali conferma anche il valore istituzionale di questa amicizia transfrontaliera. In un periodo nel quale le aree di montagna devono affrontare sfide comuni – dallo spopolamento alla gestione del territorio, dal cambiamento climatico alla necessità di nuovi modelli turistici – il rapporto tra Valgrisenche e Sainte-Foy dimostra come la collaborazione tra comunità vicine possa diventare una risorsa concreta.

Anche dal punto di vista economico e sociale, iniziative come la Rencontre contribuiscono a mantenere viva l'identità alpina e a valorizzare territori che spesso rischiano di essere percepiti come periferici. Il turismo escursionistico, la promozione della cultura locale e la riscoperta dei percorsi storici trovano in questi momenti un importante strumento di valorizzazione. La montagna non è soltanto un luogo da attraversare, ma uno spazio dove costruire relazioni e futuro.

La giornata del Col du Mont 2026 ha così confermato una verità antica: i confini possono cambiare, gli Stati possono modificarsi, ma i legami tra le persone resistono nel tempo. Su quella cresta alpina, tra Valgrisenche e Sainte-Foy-Tarentaise, una comunità allargata continua a ritrovarsi per ricordare che la montagna non è una barriera, ma una casa comune.

je.fe.