C'è un'Italia che discute se l'intelligenza artificiale ruberà il lavoro e un'altra che la porta all'ingresso di una valle alpina per raccontare stambecchi, sentieri e biodiversità. In Valsavarenche, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, si è scelta decisamente la seconda strada. E, per una volta, l'AI non serve a scrivere comunicati stampa tutti uguali – missione che qualcuno continua comunque a svolgere con ammirevole perseveranza – ma a dialogare con i visitatori e a valorizzare uno dei patrimoni naturali più importanti della Valle d'Aosta.
L'inaugurazione ha coinciso con il rientro dei ragazzi e delle ragazze di Giroparchi Nature Trail, il trekking naturalistico in lingua inglese promosso dalla Fondazione, che per un'intera settimana ha accompagnato i partecipanti lungo i sentieri della Valsavarenche, tra fauna, flora e paesaggi alpini. Al termine dell'esperienza sul campo, i giovani sono stati i primi a sperimentare la nuova Sibilla, dialogando con il digital human attraverso voce e testo, consultando immagini e video, ricevendo curiosità, suggerimenti di visita e approfondimenti dedicati al patrimonio naturale e culturale della valle.
L'acronimo SIBILLA significa Sistema di Indagine Basato su Intelligenza Artificiale come Laboratorio di Lettura e Analisi del Gran Paradiso. Dietro il nome c'è un progetto che punta a utilizzare la tecnologia non come semplice attrazione, ma come strumento di divulgazione e accoglienza. Il sistema è stato realizzato da Fondation Grand Paradis con il finanziamento dell'Assessorato regionale agli affari europei, innovazione, PNRR e politiche nazionali della montagna, attraverso la Struttura sistemi tecnologici della Regione Autonoma Valle d'Aosta, insieme al Comune di Valsavarenche.
Il valore dell'iniziativa va oltre l'aspetto tecnologico. In una regione che vive sempre più di turismo esperienziale, offrire strumenti innovativi significa parlare il linguaggio delle nuove generazioni senza rinunciare ai contenuti. La settimana trascorsa dai giovani di Giroparchi dimostra come il contatto diretto con la montagna resti il cuore dell'esperienza, mentre la tecnologia diventa un complemento capace di approfondire ciò che si è visto lungo il cammino.
Naturalmente l'intelligenza artificiale non sostituisce una guida escursionistica, né il profumo del bosco o il silenzio di un vallone. Però può aiutare a comprendere meglio un territorio complesso, soprattutto per un pubblico internazionale che rappresenta una quota sempre più importante del turismo valdostano. E, in tempi in cui si parla spesso di innovazione solo nei convegni o nei piani strategici, vedere un'applicazione concreta fa certamente più effetto di molte presentazioni in PowerPoint.
Nel corso della cerimonia, il presidente Michel Martinet ha spiegato come Fondation Grand Paradis utilizzi strumenti molto diversi, dal trekking educativo ai festival cinematografici, dai siti culturali fino alle tecnologie digitali più avanzate come la SIBILLA, con l'obiettivo comune di raccontare, custodire e far vivere il Gran Paradiso, avvicinando persone di ogni età e provenienza al valore di questo territorio.
Dal punto di vista politico, il progetto rappresenta anche un esempio di collaborazione tra enti locali, amministrazione regionale e Fondazione. Un utilizzo delle risorse pubbliche orientato alla promozione territoriale e all'innovazione che difficilmente può essere contestato nel merito, purché naturalmente queste tecnologie continuino a essere aggiornate e utilizzate, evitando il destino – purtroppo non raro – di certi schermi interattivi inaugurati con tanto di taglio del nastro e poi lasciati a prendere polvere digitale.
La vera sfida sarà infatti mantenere viva la Sibilla nel tempo, arricchendone i contenuti e trasformandola in uno strumento realmente utile per visitatori e residenti. Perché l'intelligenza artificiale funziona se qualcuno continua a darle conoscenza. Un po' come la politica: la differenza è che, almeno con la Sibilla, se la risposta non convince, si può sempre aggiornarne il software.