ATTUALITÀ - 17 luglio 2026, 08:05

Col du Mont, la montagna che unisce: domenica la tradizionale Rencontre tra Valgrisenche e Sainte-Foy-Tarentaise

Domenica 19 luglio 2026 si rinnova al Col du Mont, a 2.637 metri di quota, l'incontro tra le comunità di Valgrisenche e Sainte-Foy-Tarentaise. Un appuntamento che celebra un'amicizia secolare nata ben prima dei confini moderni e che trasforma un antico valico alpino, un tempo teatro di commerci e conflitti, in un simbolo concreto di cooperazione europea e di fratellanza tra i popoli

La Messa al Col du Mont

Ci sono luoghi in cui la geografia ha diviso gli Stati ma non è mai riuscita a separare le persone. Il Col du Mont, che collega la Valgrisenche alla Tarantasia, appartiene a questa categoria. Anche quest'anno, domenica 19 luglio 2026, centinaia di persone saliranno fino ai 2.637 metri del valico per partecipare alla tradizionale Rencontre, l'incontro che ogni estate riunisce le comunità di Valgrisenche e Sainte-Foy-Tarentaise nel segno dell'amicizia e della memoria condivisa.

La manifestazione rappresenta molto più di una semplice ricorrenza folkloristica. È il rinnovo di un legame che affonda le proprie radici nei secoli, quando le popolazioni delle due vallate attraversavano abitualmente il colle per commerciare, pascolare il bestiame, stringere matrimoni e mantenere rapporti familiari. Prima ancora che esistessero le moderne frontiere nazionali, le Alpi erano infatti uno spazio di scambio e di relazione, dove le comunità di montagna condividevano lingua, tradizioni, usanze e un'identica cultura alpina.

Il Col du Mont è uno dei valichi storicamente più significativi delle Alpi Occidentali. Frequentato fin dall'epoca medievale e probabilmente già in età romana come passaggio secondario, è stato nei secoli una via utilizzata da mercanti, pellegrini, emigranti, contrabbandieri ed eserciti. La sua importanza strategica emerse soprattutto tra il XVIII e il XIX secolo, quando le tensioni tra il Regno di Sardegna, la Francia e successivamente il Regno d'Italia portarono alla realizzazione di numerose opere difensive. Ancora oggi lungo il confine sono visibili fortificazioni, ricoveri militari e postazioni che testimoniano una stagione nella quale la montagna era considerata un baluardo da presidiare.

La storia del colle è strettamente intrecciata anche con le vicende della Seconda Guerra Mondiale. Dopo l'entrata in guerra dell'Italia nel 1940, questo tratto della frontiera alpina divenne un settore militare di particolare importanza. Nei mesi successivi e durante la fase finale del conflitto il confine fu attraversato da soldati, partigiani, civili in fuga e profughi, trasformando questi sentieri in percorsi di speranza oltre che di sopravvivenza. Proprio per questo il significato assunto oggi dalla Rencontre è ancora più forte: un luogo che per decenni ha rappresentato divisione e contrapposizione è diventato uno spazio di incontro e riconciliazione.

L'appuntamento è fissato per le ore 11, quando prenderanno la parola le autorità delle due comunità. Ai saluti istituzionali seguirà la celebrazione della Santa Messa e, come da tradizione, un momento conviviale aperto ai partecipanti, occasione per condividere prodotti tipici, racconti e ricordi di una storia comune che continua a essere tramandata di generazione in generazione.

L'iniziativa assume oggi anche un importante valore politico e istituzionale. In un'epoca in cui l'Europa è chiamata a confrontarsi con nuove tensioni internazionali e con la necessità di rafforzare la cooperazione tra territori di confine, la Rencontre del Col du Mont rappresenta un esempio concreto di quella cooperazione transfrontaliera che l'Unione Europea sostiene attraverso programmi dedicati alle aree alpine. Le relazioni tra Valle d'Aosta e Savoia costituiscono infatti uno dei casi più longevi di integrazione spontanea tra comunità di montagna, fondata non su accordi diplomatici ma sulla quotidianità delle persone.

Anche sul piano economico e sociale questi rapporti conservano un significato rilevante. Il turismo escursionistico, la valorizzazione del patrimonio storico, la promozione della cultura alpina e le collaborazioni tra enti locali trovano proprio in questi incontri un'occasione per consolidarsi. Le montagne, sempre più interessate dai cambiamenti climatici e dal rischio di spopolamento, hanno bisogno di fare rete per affrontare sfide comuni che riguardano servizi, mobilità, tutela ambientale e sviluppo sostenibile.

La Rencontre del 2026 ricorda così che i confini possono essere linee amministrative, ma non necessariamente barriere culturali. Sul Col du Mont, dove un tempo passavano eserciti e si costruivano fortificazioni, oggi si incontrano famiglie, amministratori e cittadini. È il segno di una memoria che non cancella il passato, ma lo trasforma in un patrimonio condiviso, ricordando come le Alpi siano state e possano continuare a essere un ponte tra popoli, identità e culture diverse, nel cuore di un'Europa costruita dal basso, attraverso le sue comunità di montagna.

je.fe.