ATTUALITÀ POLITICA - 16 luglio 2026, 12:53

Riforma elettorale, Manes: «I valdostani devono sapere per chi votano»

Il deputato della Valle d'Aosta, Franco Manes, critica la riforma approvata dalla Camera: secondo lui il nuovo sistema rischia di far eleggere, anche con i voti della Valle d'Aosta, candidati di altre regioni senza che gli elettori possano conoscerne il nome. Respinto il suo emendamento, passa invece una correzione tecnica a tutela dei movimenti autonomisti

On. Franco Manes

La riforma della legge elettorale approvata dalla Camera continua a far discutere, soprattutto in Valle d'Aosta. Al centro delle critiche c'è il deputato Franco Manes, che denuncia un rischio concreto per gli elettori valdostani: con il nuovo sistema, il loro voto potrebbe contribuire all'elezione di parlamentari candidati in altre regioni, senza che i loro nomi compaiano sulla scheda elettorale.

In pratica, spiega Manes, il cittadino valdostano continuerà a scegliere il proprio deputato e il proprio senatore nel collegio uninominale della Valle d'Aosta, ma una parte del suo voto potrebbe servire anche ad assegnare seggi ad altri candidati presenti nelle liste nazionali. Questi candidati, però, non sarebbero indicati sulla scheda utilizzata in Valle d'Aosta, impedendo così agli elettori di sapere esattamente chi potrebbe beneficiare del loro voto.

«La questione è molto semplice – afferma Manes –. I valdostani non hanno soltanto il diritto di eleggere un deputato e un senatore, ma anche quello di conoscere le persone che il loro voto può contribuire a mandare in Parlamento. Con questa riforma, invece, si rischia di votare senza sapere fino in fondo chi verrà eletto grazie anche ai voti della Valle d'Aosta».

Per evitare questa situazione, il deputato aveva presentato un emendamento con l'obiettivo di mantenere la Valle d'Aosta esclusa da questo meccanismo nazionale, preservando il sistema elettorale previsto dalla sua autonomia speciale. La proposta è stata però respinta dalla Camera con 214 voti contrari, 151 favorevoli e nessuna astensione, mentre il Governo aveva espresso parere negativo.

«Non chiedevamo un privilegio – sottolinea Manes – ma una garanzia di trasparenza. In tutte le altre regioni gli elettori possono vedere sulla scheda i candidati che il loro voto può contribuire a eleggere. In Valle d'Aosta, invece, ai cittadini verrebbe chiesto di fidarsi senza conoscere tutti i destinatari del proprio voto».

Secondo il parlamentare, il problema nasce dalla decisione di applicare alla Valle d'Aosta un sistema simile a quello previsto per il Trentino-Alto Adige, nonostante le differenze tra i due territori. «La Valle d'Aosta è una circoscrizione elettorale autonoma prevista dallo Statuto speciale, con un solo collegio uninominale e una propria tradizione istituzionale. Copiare il modello di un'altra Regione significa non tener conto delle nostre peculiarità», osserva.

Sul fronte delle modifiche approvate, però, Manes riconosce anche un risultato positivo. La Camera ha infatti approvato una correzione tecnica con 225 voti favorevoli, 136 contrari e 7 astensioni, che consente ai candidati valdostani di collegarsi ai movimenti politici regionali anziché alle liste plurinominali nazionali, inesistenti in Valle d'Aosta. Si tratta di una modifica che riprende sostanzialmente un emendamento presentato dallo stesso deputato.

«Almeno questo errore è stato corretto – commenta –. Si evita che una formulazione sbagliata possa creare problemi ai movimenti autonomisti e regionalisti. Rimane però aperta la questione principale: i valdostani devono sapere chiaramente chi il loro voto contribuisce a eleggere».

Per Manes il dibattito alla Camera non ha affrontato fino in fondo le conseguenze della riforma per le autonomie speciali. «Forse è mancato il tempo per modificare il testo, oppure la volontà politica di riconoscere gli errori. Ora il Senato ha l'occasione di correggere queste criticità».

Il deputato conferma infine il proprio voto contrario alla riforma. «Ho votato contro perché, nonostante il miglioramento tecnico ottenuto, il testo continua a penalizzare la Valle d'Aosta e affronta il tema delle autonomie con un'impostazione che non condivido».

In conclusione, Manes richiama il significato dello Statuto speciale valdostano: «La Specialità non è un favore concesso da Roma, ma un principio costituzionale. Significa rispettare le regole della Valle d'Aosta e garantire ai suoi cittadini un diritto fondamentale: entrare nella cabina elettorale sapendo con chiarezza per chi stanno votando».

pi.mi.