ATTUALITÀ POLITICA - 14 luglio 2026, 11:59

Consiglio Valle: Aggravi richiama Aula e Giunta: accesso agli atti, trasparenza e dossier aperti

Dalle comunicazioni del presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, il ricordo di Angelo Benessia, il resoconto della missione in Camerun e gli aggiornamenti sui lavori dell'Assemblea. Al centro anche il delicato tema dell'accesso agli atti dei consiglieri, con un richiamo alle regole che, a tratti, ha ricordato che conoscere norme e procedure dovrebbe essere il punto di partenza per chi siede in Aula

L'apertura della seduta del Consiglio Valle è stata affidata alle comunicazioni del presidente Stefano Aggravi, che hanno spaziato dal ricordo di una figura di rilievo per la Valle d'Aosta agli aggiornamenti sull'attività istituzionale, fino a uno dei temi più delicati della legislatura: il diritto dei consiglieri regionali ad accedere agli atti e alle informazioni necessarie per svolgere il proprio mandato.

Il primo pensiero è stato dedicato ad Angelo Benessia, scomparso nei giorni scorsi. Aggravi ha espresso, a nome dell'intera Assemblea, il cordoglio per la morte dell'avvocato torinese, già presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo e insignito nel 2012 dell'onorificenza di Ami de la Vallée d'Aoste. Ha ricordato il suo legame con Gressoney-La-Trinité, di cui era cittadino onorario, sottolineando come Benessia abbia mantenuto per tutta la vita un rapporto profondo con la comunità valdostana.

Il presidente ha poi riferito della partecipazione della delegazione del Consiglio Valle alla 51ª Assemblea parlamentare della Francofonia, svoltasi a Yaoundé, in Camerun, dal 7 al 12 luglio. A rappresentare l'Assemblea erano i consiglieri Clotilde Forcellati, Jean-Pierre Guichardaz, Aurelio Marguerettaz e Pierluigi Marquis, impegnati nel confronto internazionale dedicato al tema del multilateralismo e della sovranità degli Stati. Parallelamente, i giovani valdostani Martina Condurro ed Elia Perruquet hanno preso parte all'11ª edizione del Parlamento francofono dei giovani, esperienza che ha consentito loro di confrontarsi con coetanei provenienti da numerosi Paesi francofoni.

Sul piano dell'attività legislativa, Aggravi ha comunicato che il 26 giugno la Giunta regionale ha depositato il disegno di legge di assestamento del bilancio regionale 2026, ora all'esame della Seconda Commissione. Il 7 luglio, invece, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato una proposta di legge che punta a disciplinare l'istruttoria tecnica per l'affidamento delle concessioni idroelettriche a società interamente pubbliche, tema che tocca uno degli asset strategici dell'economia valdostana e che sarà esaminato congiuntamente dalla Seconda e dalla Quarta Commissione.

Il presidente ha inoltre illustrato le decisioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo, che ha stabilito la trattazione congiunta di alcuni argomenti strettamente collegati: il codice argento al Pronto soccorso, la riforma della disabilità, la nomina del nuovo direttore generale dell'Usl Valle d'Aosta e il dossier relativo alla realizzazione di una nuova palestra.

La parte più significativa delle comunicazioni ha riguardato però l'accesso agli atti da parte dei consiglieri regionali, questione emersa già nella precedente adunanza e rilanciata dal consigliere Albert Chatrian Perron (ndr: se il cognome corretto è solo Perron, va mantenuto così) attraverso una segnalazione del 26 giugno sulla mancata trasmissione di documentazione prevista dall'articolo 116 del Regolamento interno.

Aggravi ha spiegato di avere investito direttamente della questione il presidente della Regione e di avere inviato al consigliere una nota con ulteriori chiarimenti. Ha poi reso noto un recente parere del Dipartimento per gli Affari Interni, datato 12 giugno, riguardante il diritto di accesso ai fascicoli personali da parte dei consiglieri comunali. Il principio è chiaro: gli atti possono essere messi a disposizione degli eletti, ma con l'oscuramento dei dati sensibili e informando preventivamente l'interessato quando siano presenti informazioni di carattere strettamente privato.

Un chiarimento che, tradotto dal linguaggio giuridico a quello politico, significa una cosa piuttosto semplice: il diritto di controllo dei consiglieri è ampio, ma non è illimitato e deve convivere con la tutela della privacy. Una precisazione forse scontata per chi mastica quotidianamente regolamenti e normativa amministrativa, ma evidentemente utile da ribadire. Del resto, ogni tanto in Aula sembra riaffiorare il dubbio che il Regolamento interno venga scoperto con lo stesso entusiasmo con cui si sfoglia il manuale d'istruzioni di un elettrodomestico... rigorosamente dopo aver premuto tutti i pulsanti.

Aggravi ha infine comunicato che il 3 luglio il presidente di CVA ha risposto alla sua richiesta di chiarimenti, confermando la volontà della società di garantire la massima attenzione alla trasparenza dei flussi informativi nei confronti del Consiglio regionale e delle prerogative dei suoi componenti.

Dietro una serie di comunicazioni apparentemente procedurali emerge in realtà una questione di sostanza politica. L'accesso agli atti rappresenta uno degli strumenti fondamentali attraverso cui il Consiglio esercita il controllo sull'operato della Giunta, delle partecipate e dell'amministrazione regionale. Trovare il giusto equilibrio tra trasparenza, tutela dei dati personali ed efficacia dell'azione di controllo significa rafforzare il ruolo dell'Assemblea e, in definitiva, la qualità della democrazia regionale. Anche perché le norme esistono proprio per evitare che ogni richiesta si trasformi in un caso politico: conoscerle e applicarle dovrebbe essere il primo requisito di chi è chiamato a legiferare.

je.fe.