ATTUALITÀ - 12 luglio 2026, 09:15

Autovelox, cambia tutto: da oggi nuove regole. Ecco come capire se la multa è valida

Dalla mezzanotte del 12 luglio 2026 sono entrate in vigore le nuove norme sull’omologazione degli autovelox. Solo i dispositivi conformi alle nuove regole potranno continuare a elevare multe. In Valle d’Aosta il tema riguarda soprattutto i controlli lungo SS26, SR47 e nei centri abitati. Per gli automobilisti resta una domanda: come capire se l’apparecchio è davvero in regola? E il ricorso rimane possibile

Per anni gli autovelox sono stati al centro di una battaglia più giuridica che tecnologica. Sentenze, ricorsi e interpretazioni diverse hanno alimentato il dubbio su migliaia di multe elevate con dispositivi approvati ma non formalmente omologati. Da oggi il quadro cambia: il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblicato in Gazzetta Ufficiale rende operative le nuove regole e stabilisce quali apparecchi possono continuare a essere utilizzati.

Secondo le stime circolate nelle ultime ore, in Italia potrebbero essere spenti circa 850 dispositivi, mentre altre ricostruzioni parlano di oltre 1.200 apparecchi temporaneamente non utilizzabili fino al completamento delle procedure di omologazione. Il principio però è unico: da ora contano omologazione, taratura periodica e verifiche di funzionalità.

La situazione in Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta il numero di autovelox è molto inferiore rispetto alle grandi regioni, ma i controlli sono concentrati su arterie strategiche e tratti considerati a rischio. I punti più noti restano quelli lungo la SS26, in alcuni comuni della bassa e media valle, e sulle strade regionali interessate da forte traffico turistico e pendolare.

Negli ultimi anni il dibattito si è acceso soprattutto per l’equilibrio tra sicurezza stradale e percezione di “multe per fare cassa”. Le nuove regole arrivano anche per rispondere a questa critica: il Governo sostiene che l’obiettivo sia garantire che ogni sanzione derivi da strumenti tecnicamente verificati e controllati.

Come fa un automobilista a capire se l’autovelox è a norma?

Qui sta il punto pratico. L’automobilista non può sapere con certezza dal semplice cartello se il dispositivo è omologato. Può però verificare alcuni elementi: Segnalazione preventiva e l’autovelox deve essere preceduto da adeguata segnalazione. Se manca, la multa può essere contestata.

Nel verbale devono comparire gli estremi del dispositivo utilizzato, la data dell’accertamento e l’autorità che ha effettuato il controllo.

Il cittadino può chiedere al Comune o all’ente proprietario della strada copia dell’omologazione e dei certificati di taratura periodica. In pratica, il controllo vero si fa dopo aver ricevuto il verbale, non al momento del passaggio davanti all’apparecchio.

La domanda che molti si fanno è se il nuovo decreto chiuda definitivamente la stagione dei ricorsi. La risposta, al momento, è no.

Il decreto riduce l’incertezza tecnica, ma non elimina automaticamente il contenzioso sulle sanzioni già elevate né impedisce contestazioni su singoli verbali.

Le principali contestazioni continueranno a riguardare: mancata omologazione del dispositivo; taratura non aggiornata o non dimostrata; segnalazione insufficiente o non conforme; irregolarità del verbale o dell’autorizzazione prefettizia nei tratti dove è richiesta.

Insomma, il ricorso non scompare. Semplicemente cambia terreno: meno discussione teorica sull’“approvato o omologato”, più verifica concreta dei documenti del singolo apparecchio.

Cosa controllare subito se arriva una multa

Data e luogo dell’infrazione, tipo di dispositivo indicato nel verbale, presenza della contestazione differita e relativa motivazione, richiesta di accesso agli atti per omologazione e taratura, termini per il ricorso: 30 giorni al Giudice di pace o 60 giorni al Prefetto

Il tema degli autovelox in Valle d’Aosta non riguarda soltanto gli automobilisti. Tocca la sicurezza sulle strade di montagna, il traffico turistico, i costi per i comuni e il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Se i dispositivi saranno davvero più trasparenti e controllati, il decreto potrebbe ridurre una parte del conflitto che negli ultimi anni ha riempito tribunali e uffici comunali.

Ma una cosa resta invariata: l’autovelox non si giudica dal palo a bordo strada, si giudica dai documenti che lo accompagnano. E su quei documenti, anche dopo il 12 luglio, continueranno a giocarsi molte delle future contestazioni.

je.fe.