CRONACA - 10 luglio 2026, 08:00

Vini in Vigna au Château, il Castello di Aymavilles diventa la capitale del vino valdostano

ltre trenta produttori, degustazioni, una masterclass dedicata alle annate storiche e la visita al Castello di Aymavilles: sabato 1 agosto 2026 torna "Vini in Vigna au Château", l'evento che celebra la viticoltura eroica della Valle d'Aosta, un patrimonio economico, culturale e identitario che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici

C'è un filo che unisce il paesaggio della Valle d'Aosta, la sua storia e il lavoro quotidiano di centinaia di vignaioli. È lo stesso filo che sabato 1 agosto 2026, dalle 15 alle 20, porterà il pubblico nel parco del Castello di Aymavilles per l'ottava edizione di "Vini in Vigna au Château", la manifestazione organizzata dal Consorzio Vini Valle d'Aosta con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni e alle Attività culturali della Regione Autonoma Valle d'Aosta e del Comune di Aymavilles.

La scelta del Castello non rappresenta soltanto una cornice prestigiosa, ma assume un forte valore simbolico. Il monumento che racconta secoli di storia valdostana ospiterà infatti uno dei patrimoni più vivi della regione: la sua viticoltura. Due eredità che condividono lo stesso legame con il territorio, la stessa capacità di custodire tradizioni antiche e di trasformarle in un'opportunità di sviluppo economico, culturale e turistico.

L'obiettivo della manifestazione è avvicinare residenti e visitatori al mondo del vino di montagna attraverso il contatto diretto con chi lo produce. Saranno infatti oltre 30 aziende vitivinicole a raccontare il proprio lavoro, accompagnando i partecipanti in un percorso di degustazione che permetterà di conoscere tecniche di coltivazione, vitigni autoctoni, tradizioni familiari e innovazioni introdotte negli ultimi anni per affrontare le sfide del cambiamento climatico e del mercato.

La Valle d'Aosta, con poco più di 500 ettari coltivati a vite, è la più piccola regione vitivinicola italiana. Una dimensione ridotta che rappresenta però uno dei suoi principali punti di forza. La produzione si distingue infatti per l'elevata biodiversità, la presenza di numerosi vitigni autoctoni e una frammentazione fondiaria che rende ogni azienda espressione di una storia e di un territorio specifici.

Qui la viticoltura è definita "eroica" perché la vite cresce su pendii ripidi, lungo terrazzamenti sostenuti da muretti a secco e ad altitudini che raggiungono e superano i 1.200 metri sul livello del mare, tra le più elevate d'Europa. Un'agricoltura che richiede quasi esclusivamente lavoro manuale e che contribuisce, oltre alla produzione di vino, alla tutela del paesaggio alpino, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla conservazione di un patrimonio ambientale riconosciuto come uno degli elementi distintivi della regione.

Tra i protagonisti della giornata saranno presenti Cave Onze Communes, Cave Mont Blanc, Ottin Elio, Château Feuillet, Maison Agricole D&D, TAEMA, Di Francesco-Gasperi, Grosjean Vins, Betemps Matthieu, Di Barrò, Les Crêtes, Château Vieux, Rosset Terroir, Le Grain, Laurent Théodule, La Crotta di Vegneron, Caves de Donnas, Institut Agricole Régional, Lo Triolet, Piantagrossa, Bonin Dino, CoEnfer, La Toula Martinet Jil, Feudo di S. Maurizio, Cave Gargantua, Pavese e Figli, La Vrille, Maison Vevey Albert, Pellissier, Cave Monaja, Mai Domi, Cunéaz Nadir e Brunet Piero, una rappresentanza capace di raccontare tutte le sfumature della produzione vitivinicola valdostana.

Il biglietto, dal costo di 35 euro acquistato in loco oppure di 33 euro con preadesione online, comprenderà il calice per le degustazioni, l'accesso all'evento e la visita al Castello di Aymavilles, offrendo un'esperienza che intreccia enogastronomia, arte e patrimonio storico. Durante il pomeriggio sarà inoltre proposta una masterclass esclusiva, organizzata insieme ad AIS Valle d'Aosta – Associazione Italiana Sommelier, dedicata alla degustazione di annate storiche e di etichette ormai fuori produzione, un'occasione per comprendere l'evoluzione dei vini valdostani nel tempo. Ad accompagnare il percorso sarà anche la proposta gastronomica di Le Vélo Catering.

Per il presidente del Consorzio Vini Valle d'Aosta, Nicolas Bovard (nella foto), la manifestazione va ben oltre la semplice degustazione. «Vini in Vigna au Château rappresenta molto più di una degustazione: è il racconto della nostra montagna attraverso il vino e attraverso le persone che ogni giorno la coltivano. La viticoltura valdostana è un patrimonio fatto di sacrificio, competenza e passione, capace di custodire paesaggi unici e una biodiversità straordinaria. Portare questa manifestazione in un luogo simbolo come il Castello di Aymavilles significa unire due patrimoni fondamentali della nostra regione: quello della stessa identità valdostana», sottolinea, evidenziando come il valore dell'iniziativa risieda nella capacità di mettere in dialogo cultura, territorio e agricoltura.

L'evento rappresenta anche un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni pubbliche, imprese e mondo cooperativo. Il sostegno della BCC Valdostana, partner del Consorzio, testimonia infatti come il settore vitivinicolo venga considerato un investimento strategico per lo sviluppo della regione. La banca cooperativa conferma così il proprio ruolo nel sostenere iniziative che rafforzano il tessuto economico locale, promuovono le produzioni di qualità e valorizzano le filiere che contribuiscono all'occupazione e all'attrattività turistica della Valle d'Aosta.

Sul piano politico, manifestazioni come questa confermano l'importanza delle politiche regionali dedicate all'agricoltura di montagna e alla tutela delle produzioni identitarie. In un contesto europeo in cui le aree alpine devono confrontarsi con lo spopolamento, il cambiamento climatico e la crescente competizione internazionale, sostenere la viticoltura eroica significa preservare non soltanto un comparto economico, ma anche il paesaggio, la biodiversità e l'identità culturale della comunità valdostana. "Vini in Vigna au Château" diventa così molto più di un appuntamento enologico: è il racconto di una Valle d'Aosta che investe nelle proprie eccellenze, trasformando la qualità, la storia e il legame con il territorio in una leva di sviluppo per il futuro.

je.fe.