Nella Basilica vaticana Leone XIV ha presieduto ieri, 29 giugno, la Messa per la solennità dei Santi Pietro e Paolo, patroni della città e della diocesi di Roma, con il tradizionale rito dell’imposizione del pallio agli arcivescovi metropoliti.
Il paramento liturgico, tessuto in lana di agnelli e ornato da croci nere, viene consegnato come segno dell’impegno di ogni pastore a “prendere sulle proprie spalle” il gregge di Dio. Dinanzi a circa 5.500 fedeli e 35 presuli, il cardinale protodiacono Dominique Mamberti ha presentato i nuovi metropoliti che hanno ricevuto il pallio, simbolo di comunione con la Sede apostolica e vincolo di carità.
“Questo pallio sia per voi simbolo di unità e segno di comunione con la sede apostolica, sia vincolo di carità e incoraggiamento alla fortezza”, ha affermato il Papa nella formula in latino che precede la consegna.
Il pallio, collocato anche presso la Confessione di Pietro, richiama la figura del Buon Pastore e la missione del vescovo come guida del popolo di Dio. Esso rappresenta la potestà metropolitana e il legame con il martirio dell’apostolo Pietro, sotto l’altare maggiore della Basilica.
Il paramento viene consegnato affinché chi lo riceve possa assumere il “giogo evangelico” e guidare il gregge con l’esempio di una perseverante fedeltà.
All’ingresso della Basilica, un globo decorato con foglie richiama l’universalità della Chiesa e l’annuncio del Vangelo a tutte le genti. L’intera celebrazione è attraversata dal colore rosso dei paramenti, simbolo del martirio, che avvolge anche la statua di san Pietro e l’area dell’Altare della Confessione.
Nell’omelia Leone XIV ha invitato a guardare a Pietro e Paolo come “apostoli e costruttori di unità, servitori generosi della verità nella carità”. Pietro, ha ricordato il Pontefice, emerge nel Nuovo Testamento come custode della comunione, impegnato a tenere unita la comunità dei discepoli anche nei momenti di divisione e difficoltà.
Il Papa ha sottolineato come Pietro non sia un uomo perfetto: rinnega Cristo durante la Passione ma sa riconoscere i propri errori e riprendere il cammino senza scoraggiarsi, fino al martirio a Roma.
Anche Paolo, ha aggiunto Leone XIV, pur con la sua fermezza e radicalità, si lascia trasformare dalla Parola di Dio, diventando instancabile annunciatore del Vangelo fino al dono della vita.
Richiamando il simbolo delle chiavi di Pietro, il Papa ha spiegato che la comunione nella Chiesa non nasce dall’irrigidimento delle posizioni, ma dalla ricerca dei punti di incontro nella verità.
“Ricercare, nei cuori di tutti, i punti di incontro nella Verità”, ha affermato, significa costruire una Chiesa capace di unire, come una casa in cui le porte si aprono e gli spazi si ricompongono in un’unica realtà accogliente.
Il Pontefice ha poi ricordato che il compito affidato a Pietro e ai suoi successori riguarda anche ogni cristiano: farsi costruttori di unità, vicini ai bisogni dei fratelli, attenti alle loro vicende e al bene comune.
Discernere, ascoltare, accompagnare e correggere sono, secondo Leone XIV, le forme concrete di una Chiesa che coopera alla salvezza dell’intera umanità.
In conclusione, il Papa ha invitato a camminare sulle orme dei due apostoli, ricordando il valore del dialogo ecumenico e lo scambio di delegazioni tra Roma e Costantinopoli in occasione delle rispettive celebrazioni patronali.
Infine, ha affidato alla preghiera dei Santi Pietro e Paolo il cammino della Chiesa verso la comunione:
“Preghiamo i Santi Pietro e Paolo perché ci sostengano nel cammino della comunione sulle orme del Salvatore”.