Gentile Direttore,
da semplice cittadino che ancora si ostina a credere che la politica serva a risolvere problemi e non solo a galleggiare, vorrei rivolgere un invito all’Assessore regionale al Turismo e al suo omologo del Comune di Aosta.
L’invito è semplice: spiegarci, con parole comprensibili anche ai non iniziati alla liturgia dei palazzi, per quale misteriosa ragione la mozione sull’area camper di Aosta sia stata bocciata… o forse sarebbe più corretto dire “nemmeno degnata di attenzione”.
Perché, vede Direttore, qui non siamo davanti a una scelta politica: siamo davanti a un silenzio amministrativo travestito da decisione. E il silenzio, si sa, è comodo: non espone, non imbarazza, non obbliga a spiegare.
Il mio rammarico personale è doppio. Primo: mi sono fidato di questa maggioranza, e sì, lo ammetto pubblicamente, è stato un errore di valutazione. Succede: sbagliando si impara. Secondo: constato che la politica costruttiva è ormai un reperto archeologico.
Oggi assistiamo a un fenomeno curioso: le buone idee, se arrivano dalla minoranza, vengono scartate a priori. Non analizzate, non discusse, non migliorate. Semplicemente scartate. Come se il valore di una proposta dipendesse non dal contenuto, ma dal colore della casacca di chi la presenta.
E allora, cari Assessori, una domanda sorge spontanea: perché l’area camper non merita nemmeno di essere valutata? È troppo utile? Troppo logica? Troppo vicina ai bisogni reali dei turisti e dei cittadini? O, più semplicemente, è stata proposta dalle persone “sbagliate”?
Sarebbe bello avere una risposta. Non una circolare, non un comunicato, non un “si vedrà”. Una risposta vera, chiara, diretta. Perché la trasparenza non dovrebbe essere un optional, e il rispetto per chi vi ha votato nemmeno.
In attesa che qualcuno trovi il coraggio di spiegare ciò che finora si è preferito non dire, porgo cordiali saluti.