ATTUALITÀ - 30 giugno 2026, 08:00

Aosta: Pasti a domicilio, Gheller rafforza il servizio con verifiche sul campo e ascolto diretto degli utenti

Il Comune di Aosta garantisce ogni giorno circa 60 pasti a domicilio per persone fragili e anziani. L’assessore ai Servizi sociali Marco Gheller ha effettuato sopralluoghi insieme alla direzione del contratto per verificare qualità, logistica e gradimento del servizio. Migliorie già in corso sui contenitori termici e riscontri positivi dagli utenti, in un contesto politico segnato da interrogazioni della minoranza

L'assessore Marco Gheller

A volte la politica sociale si misura meno nei comunicati e più nelle strade, nei cortili, nei pianerottoli. È lì che ogni giorno passano le operatrici che consegnano circa 60 pasti a domicilio agli utenti più fragili del Comune di Aosta, un servizio silenzioso ma decisivo per la tenuta quotidiana di molte persone anziane o in condizioni di difficoltà. I pasti vengono preparati alla microcomunità Bellevue e distribuiti su tutto il territorio comunale, con un sistema tariffario modulato sull’ISEE, pensato per calibrare il costo in base alle condizioni economiche delle famiglie.

In questo contesto si inserisce la scelta dell’assessore ai Servizi sociali Marco Gheller di affiancare concretamente il servizio nelle sue fasi operative. Tra mercoledì e venerdì, insieme alla direttrice esecutiva del contratto, ha seguito da vicino il giro delle consegne, salendo sui mezzi, incontrando gli utenti e osservando direttamente il funzionamento della macchina organizzativa. Un modo per uscire dalla dimensione istituzionale e misurarsi con la realtà quotidiana del servizio.

L’iniziativa arriva in un momento non casuale: nelle ultime sedute del Consiglio comunale il tema dei pasti a domicilio era finito sotto la lente della minoranza, con interrogazioni che chiedevano chiarimenti su qualità, continuità e modalità di erogazione. L’amministrazione ha scelto di rispondere non solo in aula, ma anche sul campo, impostando una verifica diretta che ha avuto un valore operativo più che difensivo.

Durante i sopralluoghi è stato valutato anche l’impatto dei nuovi contenitori termici introdotti dalla cooperativa che gestisce il servizio. Si tratta di un elemento tecnico ma non marginale: i nuovi sistemi permettono una migliore conservazione della temperatura e una riduzione delle fuoriuscite, incidendo quindi sulla qualità percepita del pasto al momento della consegna. Un dettaglio che, nel welfare quotidiano, spesso fa la differenza tra un servizio “erogato” e un servizio “vissuto”.

Il confronto con gli utenti ha restituito un quadro complessivamente positivo. Pur con le inevitabili differenze di gusto sui menù, il giudizio generale è stato di soddisfazione sia per la qualità dei pasti sia per la continuità del servizio. Non secondario il riconoscimento alle operatrici, che rappresentano spesso l’unico contatto quotidiano stabile per alcuni beneficiari, assumendo un ruolo che va oltre la semplice consegna.

Lo stesso Gheller ha sintetizzato l’approccio con parole molto nette: «Il confronto diretto con gli utenti è il modo migliore per capire cosa funziona e dove possiamo ancora migliorare». E ancora: «Insieme alla cooperativa che gestisce il servizio stiamo già lavorando per introdurre ulteriori miglioramenti. L’obiettivo è offrire un servizio sempre più efficiente e vicino alle esigenze delle persone, perché un servizio sociale di qualità si costruisce ascoltando chi lo utilizza ogni giorno».

Al di là dell’episodio amministrativo, la vicenda racconta un pezzo di welfare locale che spesso resta fuori dal dibattito pubblico: quello fatto di consegne quotidiane, di organizzazione logistica, di controllo dei costi e di attenzione alla dignità delle persone. In un contesto in cui l’invecchiamento della popolazione e la fragilità sociale aumentano, servizi come questo diventano sempre meno marginali e sempre più strutturali.

La scelta di affiancare operativamente il servizio non risolve da sola le criticità, ma segnala una direzione politica precisa: quella di un’assessorato che prova a coniugare gestione amministrativa e verifica diretta, evitando che il welfare resti confinato nei report. E soprattutto riporta al centro un tema spesso sottovalutato: la qualità del servizio pubblico non si misura solo nei numeri, ma nella continuità, nella fiducia e nella capacità di arrivare ogni giorno, puntuale, davanti alla porta di chi ne ha bisogno.

pi.mi.