FEDE E RELIGIONI - 25 giugno 2026, 08:00

Almanach de vendredi 26 juin saint Jean et Paul

Cor Iesu, in te confido!   I santi Giovanni e Paolo, vissuti nel IV secolo, furono fratelli di fede oltre che di fatto. Le informazioni su di loro sono discordanti e risalgono soprattutto ad una "Passio" in parte leggendaria: Essi sarebbero stati due cristiani ricchi e particolarmente caritatevoli, che Giuliano l'Apostata avrebbe condannato ad essere decapitati e sepolti sotto la loro abitazione. Sembra però che il martirio di Giovanni e Paolo potrebbe essere avvenuto almeno 50 anni prima, all'epoca di Diocleziano, perché le persecuzioni di Giuliano avvenendo in Oriente. Ad ogni modo, sotto la basilica Celimontana a loro dedicata sono stati ritrovati resti di una villa romana abitata da cristiani, con il piccolo vano della "confessio" che reca affreschi di scene di martirio, sotto cui c'è una fossa per il seppellimento di due corpi. (San Padre Pio Pietrelcina)

CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI  MONS. VESCOVO NEL MESE DI MAGGIO

Venerdì 26 giugno
Vescovado - mattino
Udienze
Martedì 30 giugno
Roma
Riunione del Comitato CEI per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto

La Chiesa celebra San Ponzio Pilato Procuratore romano della Giudea

Ponzio Pilato fu procuratore romano della Giudea nel I secolo d.C. Succedette a Valerio Grato nel 26 e governò duramente la regione finché fu sospeso dalla carica da Vitellio, legato della provincia di Siria (36). Secondo la tradizione evangelica, durante il processo contro Gesù si convinse della sua innocenza, ma non seppe opporre resistenza di fronte alle pressioni dei Giudei. La Chiesa ortodossa etiopica celebra insieme Pilato e sua moglie Claudia-Procula il 25 giugno. La Chiesa etiopica ha canonizzato Pilato come santo nel VI secolo perché assolse sé stesso dalla colpevolezza della crocifissione.

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Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani».” ( Dalla prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas)
È una frase che va oltre la religione. Parla a credenti, laici, politici, imprenditori, giornalisti e cittadini comuni. Leone XIV sembra dire che il vero rischio non è la tecnologia in sé, ma l’idea che l’uomo possa delegare coscienza, empatia e responsabilità alle macchine o ai grandi poteri che le controllano. Colpisce anche il fatto che il Papa non abbia scelto come primo tema aborto, morale o questioni interne alla Chiesa, ma l’intelligenza artificiale, la guerra tecnologica e la dignità umana. È un segnale molto politico e molto contemporaneo: la nuova questione sociale del XXI secolo non è soltanto il lavoro, come ai tempi della Rivoluzione industriale, ma il controllo degli algoritmi, dei dati e perfino della verità.