FEDE E RELIGIONI - 24 giugno 2026, 11:13

Aosta, lutto al Santuario dell’Immacolata: morto padre Palmiro Delalio

I funerali si terranno venerdì 26 giugno 2026 alle ore 10 nella parrocchia dell’Immacolata, presieduti da Monsignor Franco Lovignana, vescovo della diocesi di Aosta, alla presenza del Superiore Provinciale degli Oblati

Padre Palmiro

La comunità valdostana e i Padri Oblati di Maria Immacolata del Santuario di Aosta salutano con profonda commozione padre Palmiro Delalio OMI. Una vita spesa tra missione, preghiera, dialogo e servizio, dal Laos a Lourdes fino alla Valle d’Aosta, dove ha lasciato un’impronta discreta ma profonda nel cuore di tanti fedeli.

Piero, ci sono notizie che non si riescono a raccontare senza sentire un nodo in gola mentre si scrive. Questa è una di quelle.

Nella notte tra il 23 e il 24 giugno 2026, padre Palmiro Delalio, Missionario Oblato di Maria Immacolata, è tornato alla Casa del Padre. E con lui sembra spegnersi una voce che, per molti in Valle d’Aosta, era diventata presenza familiare: mite, costante, mai invadente ma capace di lasciare segni profondi.

Al Santuario di Maria Immacolata ad Aosta, la notizia ha colpito come un silenzio improvviso dopo una lunga preghiera condivisa. I Padri Oblati e tutta la comunità religiosa hanno espresso cordoglio sincero, quasi trattenuto, quello che nasce non da una formalità ma da una perdita vissuta “in famiglia”. Non è un modo di dire: chi vive quei luoghi sa che certe presenze diventano casa.

Nato a Pedergnaga-Oriano nel 1938 e ordinato sacerdote nel 1962, padre Palmiro ha attraversato il mondo prima ancora di attraversare le stagioni della sua comunità. Il Laos è stato il primo grande orizzonte della sua missione: dieci anni intensi, vissuti tra insegnamento, dialogo e tentativi concreti di costruire ponti con un mondo religioso e culturale diverso. Non predicazione soltanto, ma relazione.

Poi la storia, quella grande e crudele, ha interrotto quel cammino. La caduta di Saigon e l’arrivo del regime comunista hanno costretto i missionari a lasciare il Paese. E da lì, un altro tipo di missione: meno geografica, ma forse ancora più diffusa.

Dal 1973 al 2008 padre Palmiro ha percorso l’Italia con le “Missioni popolari”, circa un centinaio. Chiese, comunità, piccoli paesi: ovunque portava una parola semplice, diretta, mai costruita. Era uno di quei sacerdoti che non cercavano scena, ma ascolto.

Poi Lourdes, dal 2008 al 2015. E qui il suo ministero ha preso un’altra forma ancora: quella della preghiera trasmessa, condivisa anche attraverso i mezzi di comunicazione. Un modo nuovo di essere vicino a chi soffre, a chi cerca, a chi resta ai margini.

Dal 2015 la Valle d’Aosta è diventata la sua casa stabile. Prima come superiore della comunità OMI nella parrocchia dell’Immacolata, poi come viceparroco e confessore, vicino anche alle comunità religiose femminili del territorio. Sempre con quella discrezione che non chiede attenzione ma la conquista.

In queste ore, nei corridoi del santuario e nelle stanze della comunità, il ricordo non è fatto di grandi discorsi. È fatto di piccoli gesti: una parola detta al momento giusto, una presenza in confessionale, un consiglio sussurrato senza giudizio.

I Padri Oblati parlano di lui come di un fratello e di un compagno di strada. E in effetti, più che un “ruolo”, padre Palmiro sembra aver incarnato uno stile: quello di chi non si pone mai sopra, ma accanto.

I funerali si terranno venerdì 26 giugno 2026 alle ore 10 nella parrocchia dell’Immacolata, presieduti da Monsignor Franco Lovignana, vescovo della diocesi di Aosta, alla presenza del Superiore Provinciale degli Oblati.

E probabilmente sarà proprio quel giorno che la comunità si accorgerà davvero del vuoto. Perché certe presenze si capiscono fino in fondo solo quando non ci sono più.

Ma resta una cosa, forse la più importante: il passaggio di una vita che non si chiude nel silenzio, ma continua nelle persone che ha incontrato.

pi.mi.