FEDE E RELIGIONI - 19 giugno 2026, 18:00

Almanach de samedi 20 juin Notre-Dame de la Conoslation

Cor Iesu, in te confido!   «Padre, mi sento indegno della santa comunione. Ne sono indegno!». Risposta: «È vero, non siamo degni di un tal dono; ma altro è accostarsi indegnamente col peccato mortale, altro è non essere degni. Indegni siamo tutti; ma è lui che ci invita, è lui che lo vuole. Umiliamoci e riceviamolo con tutto il cuore pieno d'amore». (San Padre Pio Pietrelcina)

CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI  MONS. VESCOVO NEL MESE DI MAGGIO

Lunedì 22 giugno
Eremo di Perloz - ore 16.00
Incontro con le Suore eremite e S. Messa
Martedì 23 giugno
Vescovado - pomeriggio
Udienze
Giovedì 25 giugno
Vescovado - mattino
Udienze
Venerdì 26 giugno
Vescovado - mattino
Udienze
Martedì 30 giugno
Roma
Riunione del Comitato CEI per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto

La Chiesa celebra Sant' Ettore Martire

Sappiamo che s. Ettore fu un martire al tempo di Diocleziano, probabilmente in Grecia, del resto non si trovano notizie nei testi più autorevoli, la sua festa è al 20 giugno, riportata in molti calendari, in alcune località è festeggiato il 23 dicembre. La fortuna del nome, ancora oggi molto usato nel Nord Italia, specie in Lombardia e Trentino, più che al santo poco conosciuto, la si deve all’eroe omerico dell’Iliade, ucciso in una sfida a Troia da Achille, determinato a vendicare la morte dell’amico Patroclo, ucciso appunto da Ettore figlio di Priamo e strenuo difensore della città. A diffondere ulteriormente il nome, contribuì l’ottocentesco popolare romanzo storico di Massimo d’Azeglio “Ettore Fieramosca”, condottiero di ventura, che guidò vittoriosamente la ‘Disfida di Barletta’ nel 1503 contro i cavalieri francesi.

Il sole sorge alle ore 5,40 e tramonta  alle ore 21,21

Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani».” ( Dalla prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas)
È una frase che va oltre la religione. Parla a credenti, laici, politici, imprenditori, giornalisti e cittadini comuni. Leone XIV sembra dire che il vero rischio non è la tecnologia in sé, ma l’idea che l’uomo possa delegare coscienza, empatia e responsabilità alle macchine o ai grandi poteri che le controllano. Colpisce anche il fatto che il Papa non abbia scelto come primo tema aborto, morale o questioni interne alla Chiesa, ma l’intelligenza artificiale, la guerra tecnologica e la dignità umana. È un segnale molto politico e molto contemporaneo: la nuova questione sociale del XXI secolo non è soltanto il lavoro, come ai tempi della Rivoluzione industriale, ma il controllo degli algoritmi, dei dati e perfino della verità.