ATTUALITÀ - 19 giugno 2026, 11:05

Monte Bianco, droni e intelligenza artificiale per controllare la sicurezza delle infrastrutture

Sulle pareti che proteggono il Traforo del Monte Bianco prende forma il monitoraggio del futuro. Autostrade dello Stato e SITMB hanno sperimentato un sistema che utilizza droni, rilievi digitali e algoritmi di intelligenza artificiale per individuare criticità e prevenire i rischi, con l'obiettivo di estendere il modello a ponti, viadotti e gallerie di tutta Italia

Il futuro della sicurezza delle grandi infrastrutture passa anche dal cielo. Sul Monte Bianco, a oltre 2.100 metri di quota, droni e intelligenza artificiale hanno dato prova delle loro potenzialità in un test operativo destinato a cambiare il modo in cui vengono monitorati versanti, opere di protezione e infrastrutture strategiche.

La sperimentazione si è svolta a Courmayeur, presso la Sala Verticale della stazione Pavillon di SkyWay Monte Bianco, dove Autostrade dello Stato e SITMB – la Società Italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco – hanno presentato una dimostrazione pratica delle più avanzate tecnologie dedicate alla prevenzione dei rischi.

Protagonisti dell'iniziativa sono stati i droni, impiegati per sorvolare le pareti rocciose che sovrastano il traforo e rilevare con estrema precisione reti paramassi e opere di difesa installate lungo i versanti. Le immagini e i dati raccolti sono stati elaborati quasi in tempo reale da sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale, capaci di individuare eventuali cambiamenti nelle condizioni del territorio e di fornire ai tecnici informazioni preziose per programmare gli interventi di manutenzione.

L'obiettivo è duplice: aumentare la rapidità dei controlli e migliorare la capacità di prevenire situazioni di potenziale pericolo, soprattutto in ambienti difficili da raggiungere con i tradizionali sistemi di ispezione.

L'iniziativa rientra nel programma di innovazione promosso da Autostrade dello Stato insieme al Polo Strategico Nazionale attraverso la piattaforma STRIVE, sviluppata per sperimentare nuove soluzioni digitali nella gestione delle infrastrutture autostradali. Sensori, rilievi tridimensionali, droni e analisi dei dati rappresentano gli strumenti su cui punta il progetto per rendere la rete infrastrutturale italiana sempre più sicura, resiliente e intelligente.

La prova sul campo ha confermato l'efficacia dell'integrazione tra tecnologie digitali e competenze tecniche. Grazie ai rilievi aerei e all'elaborazione automatizzata delle immagini è possibile effettuare controlli più accurati anche nelle aree più impervie, riducendo tempi di intervento e aumentando la capacità di monitoraggio continuo.

Si tratta di un modello destinato a essere replicato ben oltre l'ambiente alpino. Le tecnologie sperimentate al Monte Bianco potranno infatti essere applicate anche al controllo di ponti, viadotti, gallerie e di tutte quelle opere strategiche che richiedono verifiche costanti per garantirne la sicurezza e la piena efficienza.

Alla dimostrazione hanno partecipato, tra gli altri, l'assessore comunale di Courmayeur con delega alla Viabilità, Manutenzione del patrimonio e Protezione civile, Massimo Rey, il direttore gerente del TMB-GEIE, l'ingegner Riccardo Rigacci, oltre a una delegazione del Politecnico di Torino.«La sperimentazione realizzata oggi sul Monte Bianco rappresenta un esempio concreto di come l'innovazione possa contribuire ad accrescere la sicurezza delle infrastrutture», ha dichiarato l'amministratore delegato di Autostrade dello Stato, Vito Cozzoli. «L'integrazione tra intelligenza artificiale e competenze specialistiche consente di sviluppare strumenti sempre più efficaci a supporto della prevenzione, della manutenzione e della gestione delle opere. È attraverso iniziative come questa che vogliamo promuovere un modello infrastrutturale moderno, affidabile e capace di rispondere alle sfide del futuro.»

Sulla stessa linea l'amministratore delegato di SITMB, Mirko Nanni, che ha sottolineato come il progetto sia «il risultato di una collaborazione efficace con Autostrade dello Stato, fondata su una visione condivisa dello sviluppo infrastrutturale». Per la società che gestisce il versante italiano del Traforo del Monte Bianco, ha evidenziato Nanni, «la sicurezza resta una priorità assoluta anche nella sua dimensione tecnologica, attraverso la sperimentazione e l'adozione di soluzioni innovative per il monitoraggio, la prevenzione dei rischi e la tutela del territorio».

L'esperienza maturata ai piedi del Monte Bianco conferma così come le nuove tecnologie stiano diventando uno strumento sempre più importante nella gestione delle infrastrutture, trasformando milioni di dati raccolti sul campo in un sistema di sorveglianza intelligente capace di anticipare le criticità e contribuire a rendere più sicuri i collegamenti strategici del Paese.

pi.mi.