ATTUALITÀ - 16 giugno 2026, 19:21

Addio a Bruno Milanesio, protagonista del socialismo valdostano e della politica dell'Autonomia

È morto all'età di 83 anni dopo un infarto. Per oltre mezzo secolo è stato una delle figure più influenti della politica regionale: consigliere e assessore, storico leader socialista, promotore di importanti opere pubbliche e protagonista di alcune delle vicende giudiziarie che hanno segnato la vita politica valdostana. Il ricordo del presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi

A ds Bruno milanesio con l'allora presidente della REgione l''unionista Mario Andrione

È scomparso oggi all'ospedale regionale Umberto Parini di Aosta Bruno Milanesio, uno dei protagonisti della politica valdostana degli ultimi sessant'anni. Aveva 83 anni. Nella notte era stato colpito da un infarto; trasportato d'urgenza al Pronto soccorso, le sue condizioni erano apparse fin da subito gravissime. Nonostante i tentativi dei sanitari di salvarlo, è deceduto poche ore dopo il ricovero.

Con la sua morte si chiude un lungo capitolo della storia politica della Valle d'Aosta. Architetto, socialista per convinzione e autonomista per cultura politica, ma critico con l'Uv  tanto da scrivere un libro la REpubblica delle Fontine per 'demolire' la gestione del potere unionista, Milanesio ha attraversato da protagonista alcune delle stagioni più significative della vita istituzionale regionale, lasciando un segno sia nell'amministrazione pubblica sia nella realizzazione di importanti infrastrutture.

Entrato giovanissimo nelle file del Partito Socialista Italiano, ne divenne ben presto uno dei principali dirigenti regionali. A partire dagli anni Sessanta contribuì alla crescita del socialismo valdostano, fino ad assumerne la guida politica. Fu consigliere regionale per tre legislature e assessore al Turismo dal 1969 al 1977, anni nei quali il settore turistico rappresentava uno dei principali motori dello sviluppo economico della regione.

Negli anni Ottanta e Novanta fu il punto di riferimento del Psi valdostano, ricoprendo anche l'incarico di segretario regionale. Guidò il partito in una fase di profonde trasformazioni, accompagnando il socialismo locale attraverso gli anni che precedettero la crisi di Tangentopoli e il radicale mutamento del panorama politico italiano.

La sua attività non si limitò però alla politica. Da architetto seguì importanti progetti di interesse pubblico e fu tra gli artefici della nascita della Société Infrastructures Valdôtaines (SIV), società in house della Regione incaricata della progettazione e della realizzazione del nuovo ospedale regionale Umberto Parini. Negli ultimi anni aveva ricoperto anche l'incarico di amministratore della NUV, la società che ha realizzato il primo lotto del nuovo polo universitario della Valle d'Aosta, contribuendo alla concretizzazione di uno degli investimenti pubblici più rilevanti degli ultimi decenni.

Il suo impegno politico non si era mai realmente interrotto. Anche lontano dagli incarichi elettivi continuava a seguire con attenzione la vita pubblica valdostana, promuovendo idee e progetti. Tra le iniziative più note figura la nascita del movimento "Evolvendo", laboratorio politico che negli anni è diventato punto di riferimento per numerosi amministratori e rappresentanti dell'area moderata e autonomista.

La lunga carriera di Milanesio non fu tuttavia priva di momenti difficili. Come altri esponenti della politica valdostana della Prima Repubblica, il suo nome comparve in alcune inchieste giudiziarie legate al sistema degli appalti pubblici e al finanziamento della politica negli anni successivi a Tangentopoli. Vicende che contribuirono ad alimentare il clima di profonda trasformazione della politica italiana degli anni Novanta. Nel corso della sua vita affrontò anche altri procedimenti giudiziari connessi alla gestione di società pubbliche e incarichi amministrativi, alcuni conclusi con assoluzioni o archiviazioni, altri con esiti differenti, senza che tuttavia venisse meno il suo ruolo di interlocutore autorevole nel dibattito politico regionale.

Negli ambienti istituzionali Bruno Milanesio era considerato un uomo di forte personalità, spesso diretto nei giudizi e nelle analisi, capace di suscitare consenso ma anche accese contrapposizioni. Fino agli ultimi anni continuava a intervenire nel dibattito pubblico con riflessioni sull'autonomia speciale, sullo sviluppo economico e sul futuro delle istituzioni valdostane.

Tra i primi messaggi di cordoglio è arrivato quello del presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, che ha ricordato come «con la scomparsa di Bruno Milanesio, la Valle d'Aosta perde uno dei protagonisti della propria storia politica degli ultimi sessant'anni». Aggravi ha sottolineato come l'ex assessore ed ex consigliere regionale abbia «animato il dibattito pubblico e la vita del Consiglio con passione, idee e una forte partecipazione alle vicende della nostra Autonomia», evidenziando come anche negli ultimi anni abbia continuato «a mantenere uno sguardo attento sulle sfide della società valdostana, stimolando la riflessione e il pensiero politico».

La notizia della sua scomparsa si è rapidamente diffusa ad Aosta, suscitando numerosi messaggi di cordoglio da parte di esponenti politici di diverse appartenenze, amministratori pubblici e rappresentanti del mondo economico. Con Bruno Milanesio se ne va una figura che, nel bene e nel male, ha contribuito a scrivere una parte importante della storia politica della Valle d'Aosta, attraversando stagioni profondamente diverse dell'Autonomia speciale e lasciando un'impronta destinata a rimanere nella memoria istituzionale della regione.

je.fe.