Il festival internazionale di cultura e musica antica Kalendamaya, giunto alla sua diciottesima edizione, propone un nuovo appuntamento in Valle d'Aosta. Domenica 14 giugno 2026, alle ore 21:00, la splendida chiesa di Fontaney (situata in strada Perloz 34) a Pont-Saint-Martin ospiterà lo spettacolo intitolato "Viva la rivoluzione - Viva il re! I moti rivoluzionari piemontesi del 1821 - Cronistoria di una passione tradita".
L'evento è realizzato in stretta collaborazione con la biblioteca comunale e l'amministrazione del Comune di Pont-Saint-Martin.
Il contesto storico dello spettacolo
Dopo la straordinaria quanto incredibile “ondata napoleonica” che aveva travolto l'Europa dell'Ancien Régime e ristabilito l'ordine
preesistente con il Congresso di Vienna, la famiglia reale dei Savoia rientra nei propri possedimenti dopo l’esilio forzato. Ma i “venti
rivoluzionari” hanno cambiato il volto alla borghesia e alla nobiltà “illuminata” le quali, ora, richiedono alle famiglie reali d’Europa un modello di governo costituzionale più moderno, liberale e allargato ad una partecipazione più ampia. Il Regno di Piemonte e Sardegna, come in altre nazioni europee, vive momenti di grande esaltazione per l’insorgere dei moti rivoluzionari del 1821, guidati da alcuni nobili fra cui spicca il nome di Santorre di Santarosa (di cui ricorre il 200° anniversario della morte). Al grido di “Viva la Rivoluzione -Viva il Re”, i rivoltosi conquistano le varie piazzeforti militari dei Savoia e il Re Vittorio Emanuele I abdica in favore di un giovane ed incauto Carlo Alberto il quale, in qualità di Reggente, aderisce alla rivoluzione concedendo la Costituzione che però non verrà approvata dal legittimo erede al trono: Carlo Felice. Per ordine di Carlo Felice, Carlo Alberto è costretto ad allontanarsi e scappare da Torino, e la rivoluzione viene prontamente bloccata con i rivoltosi traditi dallo stesso Carlo Alberto ed arrestati o costretti a fuggire in Francia e in Svizzera. Rivivremo momenti di grande passione politica e umana attraverso l’esperienza personale di Carlo Alberto e Santorre di Santarosa che si raccontano in “prima persona”, dell’esaltazione della figura e delle “virtù” di Carlo Felice da parte di devoti servitori della famiglia reale e della presenza della musica di grandi compositori (tra cui spicca il nome di Niccolò Paganini) che lavorarono in Piemonte e a Parigi proprio negli anni della Rivoluzione piemontese del 1821 e del ristabilimento del modello di governo autoritario.
L'ensemble Gli Invaghiti
La produzione e l'esecuzione sono affidate alla formazione vocale e strumentale Gli Invaghiti, nata nel 2008 da un'idea di Fabio Furnari. L'associazione promuove la diffusione di antiche partiture e ricostruzioni storiche con un approccio filologico. Il gruppo, il cui nome si ispira alla rinascimentale accademia mantovana dei duchi Gonzaga, vanta all'attivo oltre 40 programmi e 500 concerti eseguiti in Italia e all'estero.
Il programma musicale della serata
Il concerto prevede l'esecuzione di un ricco repertorio di autori di inizio Ottocento:
- Mauro Giuliani (1781 - 1829): La battaglia di Marengo, Ombre amene, Di due bell'anime.
- Ferdinando Carulli (1780 - 1844): Petit nocturne op. 24 n. 2 e Gran trio op. 9 n. 3 in mi minore.
- Francesco Molino (1768 - 1847): Notturno n. 2.
- Nicolò Paganini (1782 - 1840): Sonata n. 4 per chitarra sola.
- Johann Simon Mayr (1763 - 1845): Donne l'amore è un scaltro pargoletto.
- Giovanni Paisiello (1740 - 1816): Nel cor più non mi sento.
Informazioni e prenotazioni
- Modalità d'ingresso: Offerta libera fino a esaurimento dei posti disponibili.
- Consiglio utile: Data la capienza della chiesa, la prenotazione è vivamente consigliata scrivendo all'indirizzo e-mail concerti@invaghiti.info.