La richiesta avanzata dalla maggioranza regionale di chiedere alla Sav la sospensione dell'avvio dei lavori nelle gallerie Côte de Sorreley e Signayes convince ben poco il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra. Anzi, secondo i consiglieri regionali Chiara Minelli, Eugenio Torrione e Andrea Campotaro, quella emersa al termine dell'intera giornata di dibattito in Consiglio Valle rappresenta la dimostrazione più evidente di una gestione politica fallimentare della vicenda.
Per AVS, infatti, arrivare a pochi giorni dall'apertura del cantiere chiedendo improvvisamente uno stop ai lavori significa contraddire tutto ciò che la maggioranza ha sostenuto nelle ultime settimane.
«Una richiesta che rappresenta la più evidente ammissione del fallimento politico e programmatorio che ha caratterizzato l'intera vicenda», affermano i tre consiglieri. «Per settimane ci è stato detto che non esistevano alternative, che i tempi erano definiti e che la chiusura era inevitabile e improrogabile. Se questa richiesta di immediata sospensione dei lavori aveva un senso, andava formulata mesi fa, quando era ancora possibile discutere seriamente della cantierizzazione, delle modalità di esecuzione degli interventi e delle misure necessarie per ridurne gli impatti sul territorio.»
Secondo il gruppo, la maggioranza si trova oggi davanti a un bivio politico dal quale è difficile uscire senza contraddizioni. Se davvero non esistevano soluzioni diverse, chiedere adesso di sospendere il cantiere appare una proposta priva di concretezza; se invece alternative erano possibili, allora la politica avrebbe dovuto valutarle molto prima.
«Se invece, come ci è stato ripetuto fino a oggi, non esistono alternative praticabili e i lavori sono necessari per adeguare le gallerie agli standard di sicurezza previsti da norme note da quasi vent'anni, allora chiedere una sospensione a ridosso dell'apertura del cantiere è irresponsabile, impraticabile e nei fatti rappresenta una smentita di quanto sostenuto per settimane. Tutta la vicenda è una presa in giro della popolazione valdostana.»
Per AVS non esistono vie di mezzo. La situazione, sostengono Minelli, Torrione e Campotaro, evidenzia comunque un grave problema di programmazione.
«O le alternative esistevano, e allora la maggioranza si è accorta con colpevole ritardo di ciò che avrebbe dovuto valutare per tempo. Oppure le alternative non ci sono, e allora la richiesta di sospensione è un atto privo di credibilità. In entrambi i casi emerge un grave deficit di programmazione politica. Ancora più sorprendente è che si chieda alle forze di opposizione di condividere questa operazione.»
Anziché concentrarsi su una sospensione ormai giudicata irrealistica, il gruppo ritiene che la priorità debba essere quella di affrontare concretamente i disagi che accompagneranno inevitabilmente il cantiere. La proposta avanzata riguarda soprattutto la gestione della circolazione e la riduzione del traffico pesante internazionale lungo la direttrice valdostana.
«Noi non ci stiamo. L'unica cosa seria e sensata da fare oggi è affrontare il tema delle misure concrete da adottare per mitigare i problemi che inevitabilmente si presenteranno. Serio sarebbe emanare con urgenza disposizioni per regolamentare, deviare e gestire il traffico. Fra queste abbiamo indicato come gruppo la limitazione del traffico dei mezzi pesanti internazionali che non hanno origine o destinazione in Valle d'Aosta. Il traffico dei Tir produce congestione della rete viaria, inquinamento e costi rilevanti per la collettività: in termini di sicurezza, di manutenzione delle infrastrutture, di qualità dell'aria e di salute pubblica, di qualità della vita per le popolazioni che vivono lungo la direttrice del traffico.»
Nella nota, Alleanza Verdi e Sinistra sottolinea inoltre la necessità di coinvolgere maggiormente i Comuni interessati, ascoltare il territorio e predisporre un piano credibile per la gestione della viabilità durante tutto il periodo dei lavori, evitando improvvisazioni dell'ultima ora.
La presa di posizione si conclude con un'ulteriore critica alla scelta della maggioranza di cercare un consenso trasversale sulla risoluzione.
«Non è serio, al contrario, chiedere la sospensione dei lavori quando il loro avvio è ormai imminente e cercare nell'opposizione una condivisione delle responsabilità che appartengono interamente a chi governa. Per queste ragioni AVS non ha sostenuto la risoluzione approvata dal resto del Consiglio regionale.»