C’è un momento, nella crescita, in cui la scuola smette di essere soltanto un luogo e diventa una sorta di mappa del proprio percorso. A Charvensod questo passaggio è stato celebrato con una cerimonia semplice ma densa di significato, dedicata ai 17 bambini e bambine delle quinte elementari delle scuole “Adelline Lucianaz” e “Davide Mirko Viérin”, pronti ora a lasciare le aule comunali dopo otto anni di cammino condiviso.
L’iniziativa, inserita nel progetto ABCivico, ha voluto dare un valore simbolico e civile a questo passaggio, consegnando ai ragazzi una sorta di “maturità comunale”: un attestato, una copia della Costituzione e i racconti “Comunitas, identité et racines” del CELVA. Un gesto che va oltre la formalità e diventa messaggio educativo.
“Non è solo un saluto, ma un passaggio di testimone civico”, ha sottolineato l’Amministrazione comunale, evidenziando come il percorso delle Consulte dei Ragazzi abbia rappresentato in questi anni un laboratorio concreto di partecipazione.
E in effetti, il lavoro fatto dai ragazzi non è stato simbolico ma tangibile: dalla cura degli spazi pubblici alle installazioni sul territorio, dalle panchine ai pannelli fino alle fermate del bus, ogni progetto ha lasciato una traccia reale nella comunità. Un modo per dire che la cittadinanza non si studia soltanto, si esercita.
Tra i momenti più interessanti della giornata, anche una riflessione collettiva sul tema del referendum, in omaggio a quello del 2 giugno. Gli alunni hanno simulato una consultazione con un quesito semplice ma profondo: “Quale valore ritieni più importante per vivere bene in una comunità?” Le opzioni erano rispetto, solidarietà e responsabilità.
Il risultato è stato chiaro: ha prevalso il rispetto con 13 voti, seguito dalla solidarietà con 2 e dalla responsabilità con 1. Un piccolo esercizio democratico che ha mostrato quanto anche i più giovani abbiano già una sensibilità definita sul vivere insieme.
“È stato bello vedere come i bambini ragionano già in termini di comunità e non di individualismo”, è il commento che filtra a margine dell’iniziativa, a testimonianza di un lavoro educativo costruito nel tempo.
Non è mancata la parte più creativa e affettiva. I ragazzi hanno voluto lasciare un segno all’Amministrazione con due doni simbolici: la scuola “D.M. Viérin” ha realizzato un mosaico con lo stemma del Comune, utilizzando sassi colorati in ricordo dell’80° anniversario della Ricostituzione; la scuola “A. Lucianaz” ha invece prodotto un video sul territorio accompagnato dal canto “A Comboé”, scritto da Jean Domaine, pubblicato sui canali social del Comune.
“Ogni pezzo del mosaico è diverso, ma insieme racconta Charvensod”, hanno spiegato i docenti, dando voce a un lavoro che unisce manualità, identità e appartenenza.
L’Amministrazione comunale ha voluto ringraziare insegnanti e personale scolastico per la collaborazione, sottolineando il valore del progetto educativo condiviso. “Ai nostri ragazzi auguriamo un cammino ricco, curioso e libero. Il Comune continuerà a essere casa anche per loro”, è il messaggio finale.
A Charvensod, insomma, non si è celebrata solo la fine di un ciclo scolastico. Si è raccontata, con semplicità e concretezza, l’idea che crescere significa anche imparare a sentirsi parte di una comunità.