FEDE E RELIGIONI - 09 giugno 2026, 08:00

Leone XIV al Parlamento spagnolo: «La pace non nasce dalle armi ma dal diritto e dal dialogo»

Primo Pontefice a intervenire davanti al Congresso dei Deputati di Madrid, Papa Leone XIV pronuncia un discorso di forte respiro politico e morale: condanna il riarmo, rilancia il negoziato come unica via per la pace, difende la vita umana dal concepimento alla morte naturale, richiama il valore della famiglia, della libertà religiosa e di una gestione solidale delle migrazioni

Un intervento destinato a lasciare il segno nel dibattito europeo. Papa Leone XIV è diventato il primo Pontefice a prendere la parola davanti al Congresso dei Deputati della Spagna, scegliendo il cuore della democrazia parlamentare per lanciare un messaggio che intreccia politica, diritto, etica e responsabilità internazionale.

Davanti a circa cinquecento tra deputati e senatori, il Papa ha chiarito fin dalle prime battute di non voler entrare nel terreno della competizione politica, ma di parlare come Vescovo di Roma «al servizio della persona umana», nel pieno rispetto dell'autonomia delle istituzioni democratiche. Da questa premessa è nato un discorso ampio che ha affrontato alcuni dei temi più delicati dell'attualità internazionale.

Il passaggio più forte è stato dedicato alla pace. In un momento storico segnato dalla guerra e dall'aumento delle spese militari in numerosi Paesi europei, Leone XIV ha denunciato con chiarezza la logica del riarmo come risposta alle crisi internazionali. «Ogni guerra costituisce una dolorosa sconfitta della capacità di negoziare», ha affermato, ricordando che le armi possono imporre soltanto un silenzio temporaneo ma non costruiscono una pace autentica e duratura.

Per il Pontefice, la sicurezza delle nazioni non nasce dalla forza militare bensì dal rispetto del diritto internazionale, dal dialogo paziente e dalla volontà di risolvere i conflitti attraverso la diplomazia. Un richiamo rivolto non soltanto alla Spagna, ma all'intera Europa e alla comunità internazionale, invitate a recuperare il valore dei trattati e della cooperazione multilaterale.

Leone XIV ha poi affrontato anche il tema delle nuove tecnologie, esprimendo particolare preoccupazione per l'impiego dell'intelligenza artificiale in ambito militare. Ha chiesto una rigorosa vigilanza etica affinché decisioni riguardanti la vita e la morte non vengano mai affidate ad automatismi o sottratte alla responsabilità morale delle persone.

Dal piano internazionale il Papa è passato ai grandi temi della dignità umana. Ha ribadito che una società può definirsi veramente giusta soltanto quando tutela ogni persona, soprattutto la più fragile. Da qui il forte richiamo alla difesa della vita «dal concepimento fino al suo naturale tramonto», definita non una questione confessionale ma «una meta di civiltà». Secondo Leone XIV, il grado di maturità morale di una nazione si misura dalla capacità di accompagnare bambini non ancora nati, anziani, malati e persone vulnerabili.

Nel suo intervento ha trovato spazio anche la famiglia, indicata come fondamento naturale della comunità e prima scuola di convivenza civile. Il Papa ha ribadito il diritto primario dei genitori di scegliere il percorso educativo dei propri figli nel rispetto delle loro convinzioni morali, culturali e religiose.

Ampio spazio è stato riservato anche alla questione migratoria. Leone XIV ha invitato a superare una lettura esclusivamente economica o demografica del fenomeno, ricordando che uomini, donne e bambini costretti a lasciare la propria terra pongono innanzitutto una questione morale e giuridica. Ha sollecitato l'apertura di canali legali e sicuri, un'accoglienza rispettosa e reali percorsi di integrazione, senza dimenticare il diritto delle persone a poter vivere dignitosamente nel proprio Paese d'origine.

Un altro passaggio significativo ha riguardato il linguaggio della politica. In un tempo segnato da polarizzazioni e scontri permanenti, il Papa ha invitato a «disarmare il linguaggio», ricordando che il dissenso non deve mai trasformarsi in umiliazione dell'avversario e che la fermezza delle idee può convivere con il rispetto reciproco.

Non è mancato infine un forte richiamo alla libertà religiosa e di coscienza, considerata uno dei pilastri delle società democratiche. Leone XIV ha sottolineato che la fede non può essere relegata alla sfera privata come se fosse irrilevante per la vita pubblica e ha chiesto una tutela giuridica piena anche del segreto confessionale.

Il discorso si è concluso con un invito rivolto alla Spagna e, simbolicamente, all'intera Europa: custodire le proprie radici, guardare con coraggio al futuro e costruire istituzioni capaci di mettere sempre al centro la dignità della persona umana. Un messaggio accolto da un lungo applauso dell'assemblea parlamentare, che ha salutato il primo intervento di un Pontefice nell'Aula del Congresso dei Deputati come un momento destinato a entrare nella storia istituzionale del Paese.