FEDE E RELIGIONI - 08 giugno 2026, 18:00

Almanach de mardi 9 juin saint Félicien

Cor Iesu, in te confido! Gesù mio, dolcezza mia, amor mio, amore che mi sostiene. (San Padre Pio Pietrelcina)

CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI  MONS. VESCOVO NEL MESE DI MAGGIO

Martedì 9 giugno
Ore 9.00 - 13.00
Riunione in videoconferenza del Comitato CEI per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto
Mercoledì 10 giugno
Quart, Monastero Mater Misericordiæ - pomeriggio
Incontro con la Comunità monastica
Giovedì 11 giugno
Cattedrale - ore 11.00
S. Messa per la giornata interregionale pensionati Coldiretti
Venerdì 12 giugno
Priorato di Saint-Pierre - ore 18.00
Dedicazione dell’Altare nella cappella S.ma Trinità
Sabato 13 giugno
Cattedrale - Pont Suaz - ore 6.00
Pellegrinaggio mensile a N.-D. de Pitié
Aosta, Oratorio San Filippo Neri - ore 10.30
S. Messa e benedizione della cappella
Domenica 14 giugno
Chiesa parrocchiale di Morgex - ore 10.30
S. Messa per il centenario del Gruppo Alpini di Morgex e benedizione della fontana del Beato Vuillerme

La Chiesa celebra  Sant' Efrem Diacono e dottore della Chiesa

Efrem nacque nel 306 a Nisibi, città della Mesopotamia governata con la forza della armi da Roma. Dei primi anni della sua vita si conoscono racconti molto diversi tra loro: certo, invece, il sacramento del battesimo ricevuto verso i 18 anni. Strinse una profonda e spirituale amicizia con il vescovo della città, Giacomo (santo, 15 luglio), con il quale contribuì a costruire e a guidare una scuola di teologia. Ordinato diacono prima del 338 dal vescovo Giacomo (303-338), visse e operò a Nisibi fino alla conquista persiana: Efrem, alternando la vita ascetica all’insegnamento, si ritirò gli ultimi anni presso Edessa dove morì il 9 giugno dell’anno 373.a Soissons. Qui sopra la sua tomba si costruirà poi la chiesa dell'abbazia di San Medardo.

Il sole sorge alle ore 5,41 e tramonta  alle ore 21,17

Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani».” ( Dalla prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas)
È una frase che va oltre la religione. Parla a credenti, laici, politici, imprenditori, giornalisti e cittadini comuni. Leone XIV sembra dire che il vero rischio non è la tecnologia in sé, ma l’idea che l’uomo possa delegare coscienza, empatia e responsabilità alle macchine o ai grandi poteri che le controllano. Colpisce anche il fatto che il Papa non abbia scelto come primo tema aborto, morale o questioni interne alla Chiesa, ma l’intelligenza artificiale, la guerra tecnologica e la dignità umana. È un segnale molto politico e molto contemporaneo: la nuova questione sociale del XXI secolo non è soltanto il lavoro, come ai tempi della Rivoluzione industriale, ma il controllo degli algoritmi, dei dati e perfino della verità.