ATTUALITÀ - 07 giugno 2026, 19:36

"Farfilò" torna nelle Valli: teatro, musica e lingua francese per custodire la memoria alpina

Il Gruppo Teatro Angrogna porta a Luserna San Giovanni la terza edizione di "Farfilò", uno spettacolo che intreccia canti e racconti della tradizione popolare alpina. Un viaggio nelle lingue e nelle culture delle montagne come patrimonio da tramandare e condividere oltre ogni confine

La tradizione non è soltanto un ricordo del passato, ma uno strumento capace di dare identità al presente e di costruire ponti tra popoli e culture. È con questo spirito che il Gruppo Teatro Angrogna presenta la terza edizione di "Farfilò", lo spettacolo dedicato ai canti e ai racconti della tradizione popolare delle valli alpine, in programma domenica 28 giugno alle 21.15 alla Sala Albarin di Luserna San Giovanni.

Dopo le apprezzate rappresentazioni ad Altavalle, in Trentino, e a Cabrières d'Aigues, in Provenza, lo spettacolo approda nuovamente nelle Valli Valdesi proponendo un percorso artistico che mette al centro la ricchezza linguistica e culturale dell'arco alpino.

"Farfilò 3" sarà infatti interpretato principalmente in lingua francese, nelle sue diverse inflessioni, da quelle della Francia a quelle della Svizzera romanda, senza dimenticare la Valle d'Aosta e le Valli Valdesi del Piemonte. Un mosaico linguistico che testimonia come le montagne siano da sempre luoghi di incontro, di scambio e di contaminazione culturale, ben oltre i confini amministrativi.

Accanto al francese troveranno spazio anche l'italiano e il patouà, lingue che continuano a rappresentare una componente fondamentale del patrimonio culturale delle comunità alpine. Un'eredità che il Gruppo Teatro Angrogna intende preservare e valorizzare attraverso il teatro e la musica, strumenti privilegiati per trasmettere la memoria collettiva alle nuove generazioni.

L'iniziativa nasce anche dal confronto con gli amici provenzali, che ospiteranno lo spettacolo a Beaume-de-Venise e Bédoin dal 6 al 9 luglio 2026, confermando il carattere internazionale di un progetto che unisce territori accomunati da una storia e da radici culturali condivise.

Il messaggio dello spettacolo assume un significato ancora più profondo in un'epoca segnata dalla crescita dei nazionalismi e delle chiusure identitarie. A ricordarlo è anche la celebre riflessione del poeta francese Jacques Prévert: «La musique s'en va, la musique revient... frontières effacées sur les atlas des sons». La musica, infatti, supera le frontiere e restituisce alle persone il senso di un'appartenenza comune che trova nella cultura il suo linguaggio più autentico.

L'ingresso alla serata sarà libero; al termine dello spettacolo sarà proposta una colletta volontaria a sostegno dell'attività del Gruppo Teatro Angrogna.

red/ed.mo.