Questa tornata di Giunta regionale è una di quelle in cui non c’è un “grande annuncio”, ma una lunga sequenza di provvedimenti che, messi insieme, raccontano bene come si governa davvero: pezzo dopo pezzo, delibera dopo delibera.
Si parte dalla Presidenza della Regione, con la definizione dei criteri per distribuire i contributi statali ai Comuni nell’ambito del piano per la riqualificazione dei piccoli centri previsto dalla legge 158/2017. Tradotto: soldi per evitare che i paesi si spengano lentamente. Il tutto passerà ora al parere del Consiglio permanente degli enti locali, che è un po’ il momento in cui la teoria incontra la pratica — e spesso anche qualche distinguo.
Sempre sul fronte istituzionale, arrivano due convenzioni quadro per i tirocini con l’Università della Valle d'Aosta e con la LUMSA. In altre parole: la Regione apre le porte agli studenti. E si spera anche a qualche giovane che poi resti, visto che la fuga dei cervelli non è ancora stata inserita tra le discipline olimpiche, ma ci stiamo lavorando.
Poi c’è il contributo al Gruppo sportivo dei Vigili del Fuoco “G. Godioz”: poco meno di 8 mila euro per attività sportive e formazione fisica. Una cifra modesta, ma che serve a ricordare che anche chi spegne incendi deve restare in forma — e magari anche in equilibrio tra burocrazia e addestramento.
Sul fronte opere pubbliche e ambiente, arriva l’aggiornamento del prezzario regionale 2026 per i lavori pubblici. È una di quelle decisioni che non fanno notizia, ma che fanno la differenza nei cantieri: perché se i prezzi non sono aggiornati, i lavori restano sulla carta. Con una nota pragmatica: il vecchio prezzario 2025 resta valido in transizione, come a dire “non buttiamo via nulla, ma aggiorniamoci”.
Più sostanzioso l’intervento sull’efficientamento energetico delle “Soffitte Giacchetti”, finanziato nell’ambito del FESR 2021-2027 per oltre un milione di euro, con beneficiaria l’ARER Valle d'Aosta. Qui la direzione è chiara: riqualificazione dell’edilizia pubblica e riduzione dei consumi. Insomma, meno bollette e più isolamento… termico, non politico.
In sanità e politiche sociali, si mette mano a diversi tasselli: si allarga il Gruppo di Coordinamento Epidemiologico Regionale, dentro il quale entra anche il rappresentante degli enti locali. Un modo elegante per dire che la salute pubblica non si decide solo nei palazzi, ma anche ascoltando il territorio.
Poi arriva una parte più “tecnica ma pesante”: aggiornamento delle tariffe socio-sanitarie secondo ISTAT e introduzione di un meccanismo automatico annuale. Tradotto senza giri di parole: gli adeguamenti non saranno più episodici ma strutturali. E questo, nel bene o nel male, cambia il modo in cui si programmano i servizi.
Approvato anche il programma sul controllo del latte in alpeggio 2026, affidato all’AREV. Qui la Valle d’Aosta resta fedele a se stessa: si parla di qualità, alpeggi e controlli sanitari, cioè la parte meno “romantica” della montagna, ma decisiva per il sistema agricolo.
Sul versante economico e promozione, piccoli contributi a imprese per fiere e campagne pubblicitarie: cifre non enormi, ma utili a sostenere la presenza fuori regione. È la politica dei “piccoli mattoni”, più che delle grandi cattedrali.
Capitolo turismo e cultura, invece, più visibile: arrivano contributi per tre festival cinematografici. Il Fondation Grand Paradis con il Gran Paradiso Film Festival, il Cervino Cinemountain e l’AIACE VdA con “Brividi e balocchi”. Qui la Regione investe su eventi che fanno immagine e attraggono pubblico, perché la cultura — quando funziona — è anche economia.
E poi c’è una curiosità che merita un sorriso: il Fondo per lo sport di base assegna poco più di 10 mila euro per percorsi vita multidisciplinari. Non una cifra enorme, ma l’obiettivo è ambizioso: far muovere tutta la popolazione. In pratica, un investimento pubblico per convincerci a fare quello che il medico ci consiglia da anni… gratis.
In sintesi, Piero, questa è una Giunta che non alza la voce ma lavora di fino: sanità, edilizia pubblica, cultura, piccoli Comuni, formazione. Nessun terremoto politico, ma una costellazione di interventi che tiene in piedi la macchina regionale.
E forse, alla fine, è proprio questo il punto: la politica non è solo quello che fa rumore. È soprattutto quello che, silenziosamente, continua a funzionare mentre noi discutiamo del resto.