La riforma elettorale torna al centro del dibattito parlamentare e riapre una questione delicata per la Valle d’Aosta: la tutela del suo sistema di rappresentanza e delle prerogative previste dallo Statuto speciale. A intervenire in modo netto è il deputato valdostano Franco Manes, che richiama il Parlamento al rispetto delle garanzie costituzionali.
“La riforma elettorale nazionale deve rispettare pienamente lo Statuto speciale della Valle d’Aosta e garantire ai Valdostani il diritto di scegliere in modo libero, trasparente e consapevole i propri rappresentanti in Parlamento in continuità con quanto avvenuto dal dopoguerra ad oggi con un sistema di voto uninominale”, afferma Manes, intervenendo sul testo all’esame della Prima Commissione Affari costituzionali della Camera.
Nel merito della proposta, il parlamentare giudica positivamente l’introduzione del divieto di pluricandidature anche per la Valle d’Aosta. “È un principio corretto – sottolinea – perché impedisce che si candidino figure che dispongono di seggi sicuri in altri territori. In Valle d’Aosta devono competere candidati riconoscibili, presenti nella comunità e radicati sul territorio”.
Il nodo centrale resta però il sistema di voto e la sua coerenza con lo Statuto speciale. Manes richiama in particolare l’articolo 47: “Questa scelta è coerente con il nostro Statuto speciale, il quale stabilisce che, agli effetti delle elezioni per la Camera dei deputati e per il Senato, la Valle d’Aosta forma una circoscrizione elettorale. È una garanzia costituzionale posta a tutela della nostra autonomia e della nostra rappresentanza, che deve rimanere separata e distinta”.
Il deputato ricorda inoltre come, nel corso delle diverse leggi elettorali nazionali, la Valle d’Aosta abbia sempre mantenuto una disciplina autonoma rispetto al resto del Paese, proprio per evitare qualsiasi compressione della rappresentanza.
Più netto il passaggio sulle possibili modifiche che potrebbero incidere sul sistema di attribuzione dei voti: “Ogni altra opzione sarebbe sbagliata e inaccettabile, poiché violerebbe quanto fissato dai Padri Costituenti. La norma statutaria è chiarissima nell’impedire forme di recupero dei voti dei candidati perdenti in un collegio unico nazionale, anche ai fini dell’attribuzione di un premio da distribuire negli altri territori”.
Manes annuncia infine vigilanza sul prosieguo dell’iter parlamentare: “Nelle prossime settimane vigileremo come minoranze linguistiche affinché il testo della riforma non venga modificato andando in contrasto con le garanzie previste dallo Statuto speciale. La riforma elettorale può disciplinare il sistema di voto, ma non può svuotare il diritto dei Valdostani di scegliere i propri rappresentanti. Difendere questa specificità significa difendere la nostra autonomia e la qualità democratica del voto”.
Sul fronte politico regionale, tuttavia, il tema al momento non sembra aver prodotto un confronto pubblico. Nessuna presa di posizione ufficiale si registra infatti tra le forze politiche valdostane, che restano sostanzialmente in silenzio su un dossier che incide direttamente sulla rappresentanza della regione in Parlamento.
Un’assenza che contrasta con la posizione netta espressa da Manes e che, almeno per ora, lascia il dibattito confinato quasi esclusivamente a livello nazionale.