In occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica, cinque forze politiche della sinistra e dell'area progressista valdostana hanno diffuso una nota congiunta per richiamare il significato storico e politico della nascita della Repubblica italiana e rilanciare alcuni temi considerati centrali nell'attuale fase politica nazionale e internazionale.
Il documento porta la firma della Direzione di Alleanza Uniti a Sinistra, Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista, che scelgono la ricorrenza del 2 giugno per ribadire il valore dei principi costituzionali e della partecipazione democratica.
Nella nota si ricorda come il referendum istituzionale del 1946 abbia rappresentato una svolta fondamentale nella storia italiana. «Con il referendum istituzionale e, per la prima volta, con il voto delle donne, prese forma un progetto di Res Publica: una cosa pubblica appartenente a tutte e tutti, un bene collettivo fondato sulla partecipazione democratica, sull'uguaglianza e sulla giustizia sociale», scrivono i firmatari.
Il richiamo è rivolto in particolare alla Costituzione repubblicana e all'articolo 3, indicato come uno dei pilastri dell'ordinamento democratico italiano. Secondo le forze politiche firmatarie, la Repubblica nata dalla Resistenza e dal lavoro dell'Assemblea Costituente aveva l'obiettivo di «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale» che limitano la libertà e l'uguaglianza delle persone.
La riflessione si sposta poi sull'attualità politica e sociale. Nel documento viene delineata l'idea di una Repubblica «fondata sul lavoro, sulla solidarietà e sulla dignità della persona», capace di contrastare le diseguaglianze economiche, sociali e di genere e di promuovere la cooperazione tra i popoli.
Particolarmente netta la presa di posizione sul tema della pace e delle politiche di difesa. I firmatari affermano infatti di ritenere «necessario affermare un'alternativa alla corsa al riarmo della Commissione UE e del governo Meloni, fondata invece sul dialogo e sulla cooperazione internazionale».
Non manca un riferimento diretto alla situazione in Medio Oriente. Le cinque forze politiche ribadiscono infatti «la necessità di opporsi al genocidio in corso a Gaza, in Cisgiordania e nel Sud del Libano ad opera del governo Netanyahu», assumendo una posizione fortemente critica nei confronti dell'azione militare israeliana.
Nel passaggio conclusivo della nota, la riflessione torna ai principi costituzionali e al ripudio della guerra sancito dall'articolo 11 della Costituzione. «La sicurezza non si misura in miliardi di euro destinati alle spese militari; la dignità dei popoli non si difende con le bombe; la pace non è la semplice assenza della guerra, ma la costruzione quotidiana di giustizia, diritti, uguaglianza e solidarietà», si legge nel documento.
Da qui l'appello finale a celebrare una Repubblica che sappia dare «piena attuazione alla Costituzione», contrastare ogni forma di diseguaglianza, promuovere il lavoro, garantire i diritti sociali e costruire condizioni durature di pace. Una presa di posizione che, nella giornata simbolo della nascita della Repubblica italiana, assume anche il valore di un messaggio politico rivolto al dibattito nazionale ed europeo sui temi della sicurezza, delle spese militari e della tutela dei diritti fondamentali.