CULTURA - 25 maggio 2026, 17:12

Alla scoperta di Doues: tra arte, comunità e identità diffusa della Valpelline

Questo incontro del Circolo Valdostano della Stampa a Doues è di quelli che, letti bene, raccontano molto più di un semplice evento conviviale: è un piccolo viaggio dentro un’idea di territorio che resiste, si reinventa e continua a parlare attraverso le persone, i luoghi e le mani che li abitano

Doues diventa per un pomeriggio e una sera non solo scenario, ma vero protagonista. Una “terrazza soleggiata” della Valpelline che non si limita a fare da cornice, ma si mette in scena attraverso le sue 31 frazioni, i suoi sentieri, le sue chiesuole sparse come segni di una geografia umana prima ancora che amministrativa. Un mosaico di comunità che, nonostante la dispersione, continua a riconoscersi in un centro simbolico fatto di scuola, comune, microcomunità e chiesa.

Il Circolo Valdostano della Stampa, con questa iniziativa, non si limita a un incontro tra addetti ai lavori: costruisce un vero e proprio percorso di scoperta. Prima il laboratorio artistico di Guido Diemoz alla Maison du Bon Megnadzo, dove il legno diventa linguaggio e memoria, poi la visita alla chiesa parrocchiale di San Biagio e al suo punto panoramico, dove la storia religiosa si intreccia con lo sguardo aperto sulla valle. Infine, l’approdo conviviale alla struttura di Condemine, quasi a chiudere un cerchio tra cultura, identità e comunità vissuta.

Dentro questo disegno emerge con forza la figura della presidente del Circolo, Mariagrazia Vacchina, che non è semplicemente un’organizzatrice ma il motore di una progettualità culturale che punta a uscire dai salotti e a entrare nei territori. Una presenza dinamica, capace di tenere insieme giornalismo, relazioni istituzionali e attenzione per le comunità locali, traducendo il ruolo del Circolo in qualcosa di vivo, mobile, concreto.

Mariagrazia Vacchina incarna qui un’idea di associazionismo culturale che non si accontenta della rappresentanza, ma che cerca la presenza fisica nei luoghi, nei villaggi, nelle storie minime che compongono il paesaggio valdostano. Ed è proprio questa scelta – portare giornalisti e cittadini dentro il territorio e non il contrario – che dà all’iniziativa una sua forza particolare.

Il tema dell’incontro, “Alla scoperta di Doues: un grappolo di villaggi, con cuore chiesa-comune-scuola-microcomunità, una storia vera raccontata anno dopo anno nel legno che Guido Diemoz modella in arte”, è già di per sé una dichiarazione di intenti: raccontare la Valle non come cartolina, ma come stratificazione viva di comunità, saperi e resistenze quotidiane.

E in fondo è proprio questo il punto più interessante: Doues non si “visita”, si attraversa. E nel farlo si scopre che la sua identità non sta solo nei panorami, ma nella capacità di tenere insieme luoghi e persone, memoria e presente, arte e socialità.

Un invito, quello del Circolo, che va oltre il convivio: è quasi una piccola lezione di geografia culturale valdostana, dove il territorio non è sfondo ma soggetto attivo. E dove anche il giornalismo, per una sera, torna a essere quello che dovrebbe sempre essere: un modo per entrare dentro le comunità, non solo per raccontarle da lontano.

L partecipazione è subordinata alla prenotazione della gradita presenza  al cellulare della presidente: 335.7070016.

pi.mi.