Il Colle del Piccolo San Bernardo torna a vivere. Venerdì 22 maggio sarà infatti riaperto al traffico il valico internazionale tra Italia e Francia, chiuso nei mesi invernali a causa delle abbondanti nevicate e delle condizioni climatiche estreme che caratterizzano uno dei passi alpini più iconici della Valle d’Aosta.
La riapertura riguarderà la strada statale 26 “della Valle d’Aosta”, l’arteria che collega il comune di La Thuile con il confine francese e con la Tarantasia, rappresentando da sempre non soltanto un asse turistico, ma anche un collegamento storico e culturale tra le comunità alpine dei due versanti.
La cerimonia ufficiale è prevista intorno alle 10.30, quando le frese italiane e francesi si incontreranno simbolicamente sulla linea di confine, come avviene ogni anno al termine delle operazioni di sgombero neve. L’apertura effettiva al traffico avverrà invece alle ore 11.
Nei primi giorni di maggio Anas aveva dato avvio alle operazioni di sgombero lungo il tratto di alta quota, impiegando personale specializzato, turbine fresaneve e lame dotate di spargisale. Un lavoro delicato e spesso spettacolare, reso complesso quest’anno dagli accumuli nevosi ancora presenti in alcuni punti del tracciato.
La riapertura del Piccolo San Bernardo segna tradizionalmente anche l’avvio della stagione turistica estiva in alta montagna. Per La Thuile e per l’intera alta Valle rappresenta un momento importante dal punto di vista economico, commerciale e turistico. Nei mesi estivi il colle viene infatti attraversato da migliaia di motociclisti, ciclisti, camperisti ed escursionisti diretti verso la Francia o attratti dai panorami alpini e dai percorsi storici della zona.
Il Piccolo San Bernardo, situato a oltre 2.180 metri di altitudine, conserva inoltre un forte valore storico. Fin dall’epoca romana costituiva uno dei principali passaggi attraverso le Alpi occidentali. Ancora oggi il sito ospita testimonianze archeologiche, l’antico ospizio e il celebre cromlech, uno dei rarissimi cerchi megalitici presenti sulle Alpi.
Con la riapertura del valico torna dunque pienamente operativo uno dei collegamenti simbolo della dimensione transfrontaliera valdostana, in un territorio dove la montagna continua a essere non una barriera, ma un ponte naturale tra popoli e culture alpine.