ATTUALITÀ - 14 maggio 2026, 14:19

Giardini pubblici di Aosta, degrado senza fine: tra silenzi istituzionali e giochi pericolosi

Secondo il Codacons VdA: “le aree gioco destinate a bambini e ragazzi ad Aosta continuano a deteriorarsi”, “le porte del campo da calcetto e del campo da basket non sono state ripristinate”, “le attrezzature ludiche… sono state ricollocate in una posizione pericolosa e del tutto inadeguata”, “i servizi igienici e i punti di accesso all’acqua risultano indisponibili da diversi mesi”, “un silenzio istituzionale che non può essere tollerato”

Giampiero Marovino presidente Codacons VdA

C’è un posto ad Aosta che dovrebbe essere un biglietto da visita, uno spazio di socialità, gioco e normalità urbana. E invece, secondo quanto denunciato ancora una volta dal CODACONS, i giardini pubblici davanti alla sede regionale sono diventati l’ennesimo simbolo di una manutenzione che non tiene il passo con la realtà.

E il punto politico, Piero, è proprio questo: non si parla di una segnalazione isolata, ma di una situazione che si trascina nel tempo, nonostante articoli, segnalazioni, proteste e perfino il “clamore mediatico” già esploso in passato. Risultato? Nulla di risolutivo. Anzi, secondo le stesse parole dell’associazione, “la realtà… è addirittura peggiorata”.

Campetti inutilizzabili e giochi spostati in modo discutibile

Il quadro è piuttosto netto e, se confermato sul campo, difficile da giustificare.

  • Le porte del campo da calcetto e del campo da basket non sono state ripristinate
  • rendendo le strutture inutilizzabili per i ragazzi

Quindi spazi sportivi pubblici, pagati e mantenuti con risorse collettive, ma di fatto chiusi o inutilizzabili. Non per vandalismi recenti o eventi eccezionali, ma per mancati interventi.

E poi c’è il nodo forse più delicato, quello della sicurezza dei bambini:

  • le attrezzature ludiche… sono state ricollocate in prossimità del campetto da calcio, in una posizione pericolosa e del tutto inadeguata

Qui non siamo più solo nel campo del “degrado urbano”, ma della gestione degli spazi e delle responsabilità. Perché un’area giochi non è un arredo urbano qualsiasi: è un luogo dove la soglia dell’attenzione dovrebbe essere massima, non minima.

Acqua e servizi: l’ordinario che diventa straordinario

C’è poi un altro elemento che, a leggerlo, suona quasi incredibile nella sua semplicità:

  • i servizi igienici e i punti di accesso all’acqua risultano indisponibili da diversi mesi

E qui la domanda è brutale nella sua banalità: come si può pensare che un’area pubblica frequentata da famiglie resti mesi senza servizi essenziali?

Non è un problema “estetico”. È un problema di vivibilità quotidiana. E quando l’ordinario smette di funzionare, la città non degrada all’improvviso: scivola lentamente verso l’abbandono percepito.

Il nodo politico: silenzio o rimpallo?

Il passaggio più pesante della nota non riguarda solo le condizioni dei giardini, ma la risposta istituzionale — o meglio, la sua assenza:

  • il CODACONS Valle d'Aosta ha provveduto a inviare formale comunicazione all'Assessorato competente, senza tuttavia ricevere alcuna risposta
  • un silenzio istituzionale che non può essere tollerato

Qui il tema diventa inevitabilmente politico e amministrativo. Perché quando un’associazione invia una comunicazione formale e non riceve riscontro, il problema non è più solo tecnico: è di relazione tra cittadini e istituzioni.

E su questo la giunta comunale guidata da Aosta — insieme agli uffici competenti — viene chiamata in causa direttamente. Perché il confine tra “non abbiamo risorse” e “non abbiamo priorità” è sottile, ma politicamente molto chiaro.

Una città che rischia di abituarsi al peggio

Foto Codacons VdA

Il punto vero è forse il più scomodo: il rischio dell’assuefazione.

Perché il degrado urbano non esplode quasi mai in un giorno solo. Si sedimenta. Prima un gioco rotto, poi un servizio chiuso, poi una riparazione rimandata, poi il silenzio. E alla fine diventa normalità.

Ma una città che si abitua a questo livello di incuria nei luoghi dei bambini manda un messaggio preciso: che lo spazio pubblico è secondario, intercambiabile, rinviabile.

E questo, al netto delle responsabilità tecniche, è un tema politico pieno.

Conclusione: servono risposte, non attese

La richiesta del CODACONS è chiara e non lascia molto spazio a interpretazioni:

  • intervenire per ripristinare la piena funzionalità e la sicurezza delle aree verdi e dei campi sportivi
  • garantendo ai bambini e alle famiglie spazi degni

Non è una rivendicazione astratta. È una domanda molto concreta di manutenzione, attenzione e responsabilità.

Perché alla fine, Piero, il giudizio non lo fa un comunicato stampa né un post polemico: lo fanno i genitori che portano i figli ai giardini e si trovano davanti cancelli rotti, giochi spostati male e servizi chiusi.

E lì, le spiegazioni politiche contano fino a un certo punto.

je.fe.