A Roma, il 9 maggio, Alleanza Verdi e Sinistra ha acceso i riflettori su “Decidiamo”, una piattaforma che nelle intenzioni dei promotori dovrebbe segnare un cambio di passo nel modo di fare politica: meno vertici chiusi, più partecipazione diffusa. L’idea è quella di mettere in rete cittadini, attivisti, amministratori locali, associazioni e competenze tecniche per costruire dal basso un programma politico in vista delle prossime elezioni.
Un progetto che, almeno sulla carta, punta a colmare quella distanza sempre più evidente tra politica istituzionale e società reale. “Decidiamo” si presenta come uno spazio digitale strutturato in 16 macrotemi, dentro cui chiunque può registrarsi, partecipare a laboratori e contribuire con proposte. Un meccanismo che richiama esperienze già viste in altri contesti europei, dove la partecipazione è diventata uno strumento di legittimazione politica oltre che di costruzione programmatica.
Nel corso della giornata romana, il tono è stato quello tipico delle grandi occasioni di avvio: forte enfasi sulla crisi sociale, sulla necessità di un’alternativa alla destra di governo e sulla centralità di temi come sanità pubblica, scuola, lavoro e transizione ecologica.
Angelo Bonelli ha attaccato l’esecutivo parlando di un Paese “più povero e più ingiusto”, rilanciando la necessità di un programma che rimetta al centro redistribuzione, investimenti pubblici e politiche ambientali serie. Un impianto ormai consolidato nel lessico politico di AVS, che punta a caratterizzarsi come forza di opposizione strutturale e non solo parlamentare.
A seguire, Nicola Fratoianni ha insistito sul concetto di “alternativa credibile”, sottolineando come non basti opporsi alla destra, ma serva costruire una proposta politica riconoscibile su giustizia sociale, lavoro e ricerca. Il messaggio è chiaro: senza ambizione e coraggio, l’alternativa rischia di restare uno slogan.
Accanto ai leader nazionali, non è passata inosservata la presenza della delegazione valdostana composta da Andrea Campotaro, Eugenio Torrione e Manuela Nasso, che hanno condiviso la linea della piattaforma, leggendo l’iniziativa come un’occasione per rafforzare anche a livello regionale un percorso unitario delle forze progressiste.
Un passaggio non secondario, soprattutto in una fase in cui i territori — Valle d’Aosta compresa — cercano nuovi equilibri tra rappresentanza politica e partecipazione civica.
La giornata ha visto anche gli interventi di associazioni giovanili, realtà ambientaliste, sindacati e mondo del sociale. Al centro del confronto temi molto concreti: casa, salari, pensioni, politiche giovanili, giustizia internazionale e diritto alla pace. Un mosaico di rivendicazioni che restituisce bene la frammentazione delle domande sociali, ma anche la difficoltà della politica nel tradurle in sintesi operative.
“Decidiamo” si propone quindi come laboratorio permanente. Resta però la domanda di fondo, che in casi come questi torna sempre: quanto di questa partecipazione digitale riuscirà davvero a trasformarsi in scelte politiche vincolanti e non solo consultive?
Perché il rischio, già visto in esperienze simili, è che la piattaforma diventi un grande contenitore di buone intenzioni, più utile a rafforzare l’immagine di apertura che a incidere davvero sulle decisioni.
Detto questo, AVS prova a giocare una partita chiara: costruire una narrazione alternativa alla politica verticale tradizionale. Se funzionerà lo diranno i numeri, ma soprattutto la capacità di trasformare la partecipazione in decisione reale. E lì, come sempre, la politica si misura con il suo limite più concreto: passare dalle parole ai fatti.