Una giornata intensa, partecipata, carica di significato. Saint-Marcel, per un giorno, si è trasformata in una vera e propria “aula a cielo aperto”, capace di intrecciare memoria storica, progettazione del futuro e valorizzazione del territorio. Quasi cento giovani studenti hanno animato il paese in un’esperienza che ha saputo unire riflessione, studio e partecipazione civica.
Da una parte sessanta studenti del Politecnico di Torino, arrivati nel piccolo comune valdostano per osservare, analizzare e immaginare nuovi scenari di sviluppo. Dall’altra gli studenti delle classi quinte del Liceo Scientifico Bérard, impegnati in un percorso dedicato alla memoria della Resistenza e alla scoperta delle Miniere di Servette, simbolo della storia e dell’identità locale.
Un doppio appuntamento che ha dato a Saint-Marcel il volto di una comunità viva, aperta e pronta a mettersi in dialogo con le nuove generazioni.
Gli studenti del Politecnico, accompagnati da docenti, amministratori e realtà associative del territorio, hanno trascorso la giornata confrontandosi sulle potenzialità del paese, osservando spazi, criticità e opportunità. Un lavoro che non si limiterà a una semplice visita accademica, ma che potrebbe proseguire nei prossimi mesi trasformandosi in idee e progetti concreti.
Nel frattempo, quasi in contemporanea, un altro gruppo di giovani percorreva le strade della memoria. Gli studenti del Liceo Bérard, accompagnati dal docente Raimondo Davide Donzel, hanno fatto tappa a Seissogne nell’ambito delle iniziative legate all’81° anniversario della Liberazione.
Davanti al monumento dedicato ai partigiani Giuseppe Margara e Leopoldo Cerise, il sindaco Champion e Luca Bertholin, docente e delegato zonale ANPI, hanno ricordato il sacrificio delle bande partigiane Lexert e Mosquet, figure profondamente legate alla storia della Resistenza valdostana.
Un momento intenso e partecipato, vissuto con attenzione e rispetto dagli studenti, chiamati non soltanto a studiare la storia sui libri, ma a camminare concretamente nei luoghi dove quella storia è stata scritta.
«Vedere così tanti giovani vivere il nostro territorio — chi progettando il futuro, chi onorando il passato — ci riempie di orgoglio e speranza», ha dichiarato ancora Champion. «Queste esperienze dimostrano quanto sia importante creare occasioni di incontro tra le nuove generazioni e le comunità locali. Saint-Marcel oggi non è stato soltanto un paese che ospita studenti, ma un luogo capace di trasmettere identità, valori e prospettive».
Una giornata che lascia il segno e che racconta anche una Valle d’Aosta diversa: non soltanto territorio da osservare, ma spazio da vivere, comprendere e immaginare. Perché tra la memoria delle lotte partigiane e le idee dei futuri progettisti passa forse il filo più prezioso per costruire il domani delle comunità alpine.