ISTRUZIONE E FORMAZIONE - 08 maggio 2026, 17:32

Portes ouvertes: gli studenti dell’École Hôtelière entrano nel cuore dell’autonomia valdostana

La visita della classe III IeFP dell’École Hôtelière di Châtillon al Consiglio Valle non è stata soltanto un’esperienza didattica, ma un piccolo esercizio di cittadinanza attiva. Tra simulazioni d’aula, confronto democratico e dibattito sugli stage estivi, gli studenti hanno potuto toccare con mano il funzionamento delle istituzioni regionali e il valore concreto dell’autonomia valdostana

Per qualche ora hanno lasciato i banchi di scuola per accomodarsi sugli scranni del Consiglio regionale, prendendo simbolicamente il posto di chi, ogni giorno, è chiamato a decidere sulle politiche pubbliche della Valle d’Aosta. La visita della classe III del percorso IeFP dell’École Hôtelière de la Vallée d’Aoste, avvenuta nella mattinata di oggi nell’ambito del progetto “Portes ouvertes”, ha avuto il sapore di una lezione diversa dal solito: meno teorica, più concreta, profondamente civica.

Accolti nell’aula del Consiglio regionale della Valle d’Aosta dal Presidente Stefano Aggravi e dalla Vicepresidente Loredana Petey, gli studenti accompagnati dai docenti Joseph Vincent Vallet, Beatrice Cazzanelli, Mireille Cantin e Stefania Anardi hanno potuto approfondire la storia dell’Assemblea legislativa valdostana, il funzionamento dell’attività consiliare e il significato delle competenze autonome della Regione.

Ma l’aspetto forse più interessante della mattinata è arrivato quando la teoria ha lasciato spazio alla simulazione politica. I ragazzi hanno infatti animato un vero e proprio dibattito sulla riduzione del periodo di stage estivo, confrontandosi con argomentazioni, opinioni e punti di vista differenti. Un tema che, per studenti di un istituto alberghiero, non è soltanto scolastico, ma tocca direttamente il rapporto tra formazione, lavoro stagionale e qualità della vita.

Ed è proprio qui che iniziative come “Portes ouvertes” mostrano il loro valore più autentico. Non si tratta semplicemente di “aprire le porte” del palazzo regionale alle scuole, ma di avvicinare i giovani al senso delle istituzioni, spiegando che la politica non è soltanto scontro o slogan, bensì confronto, mediazione e responsabilità.

In una Valle d’Aosta che spesso si interroga sul futuro della propria autonomia e sulla partecipazione delle nuove generazioni alla vita pubblica, vedere degli studenti discutere in aula consiliare rappresenta anche un segnale incoraggiante. Perché l’autonomia speciale sopravvive davvero soltanto se viene conosciuta, compresa e vissuta dalle nuove generazioni.

E forse il messaggio più importante della giornata è stato proprio questo: le istituzioni non devono apparire lontane o irraggiungibili. Devono invece diventare luoghi familiari, capaci di ascoltare, coinvolgere e formare cittadini consapevoli. Anche attraverso una semplice mattinata trascorsa tra i banchi del Consiglio Valle.

je.fe.