L’Azienda USL della Valle d’Aosta ha concluso con successo il proprio Piano di migrazione al cloud, un percorso strategico guidato dalla Struttura Complessa Sistemi informativi e Transizione al digitale che ha portato al trasferimento di numerosi servizi aziendali nel Datacenter Unico Regionale, in coerenza alle linee guida nazionali ed europee in materia di conservazione e sicurezza dei dati.
A certificare il risultato è stata, nei giorni scorsi, l’asseverazione tecnica del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, che ha verificato l’effettiva migrazione dei servizi candidati dall’Azienda. Il completamento del progetto ha consentito all’AUSL di ottenere un finanziamento complessivo superiore a 1 milione di euro. Le risorse saranno reinvestite nei processi di digitalizzazione e innovazione tecnologica dell’Azienda sanitaria.
Il progetto, sviluppato nell’arco di tre anni, ha permesso di migrare 26 servizi aziendali dagli oltre 100 server presenti nell’infrastruttura informatica dell’AUSL verso il cloud regionale, qualificato ACN di livello 2 gestito dalla società in Housing INVA.
«È stato un percorso lungo e complesso – sottolinea l’Ing. Davide Emanville, Direttore della SC Sistemi Informativi e Transizione al Digitale – portato avanti in collaborazione con INVA . La migrazione al Data Center Unico Regionale (DCUR) rappresenta un salto strategico per l’Azienda AUSL, garantendo l'accesso a un'infrastruttura ad alte prestazioni, sicura e conforme alle normative vigenti. Questo processo valorizza i consistenti investimenti regionali e del PNRR, volti ad innalzare gli standard di conservazione, cybersecurity e sovranità dei dati.
Il Dott. Giuseppe Giglio, coordinatore del progetto per conto dei Sistemi informativi, spiega cosa significa concretamente “cloud certificato: «Si tratta di un’infrastruttura informatica che rispetta standard molto rigorosi di sicurezza, affidabilità e protezione dei dati, verificati a livello nazionale. Non semplici server, ma ambienti altamente protetti progettati per custodire informazioni sensibili come i dati sanitari. Per i cittadini questo si traduce in maggiori garanzie di sicurezza: accessi controllati e monitorati, protezione costante contro gli attacchi informatici e infrastrutture replicate, così da garantire continuità operativa anche in caso di guasti o emergenze».
La migrazione al cloud regionale consente inoltre di superare il modello tradizionale basato su numerosi server distribuiti localmente, trasferendo dati e servizi in strutture tecnologicamente avanzate, altamente scalabili in termini di risorse computazionali, in grado di permettere economie di scala e progettate secondo gli standard definiti dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) per la protezione delle infrastrutture pubbliche strategiche.
L’intervento si inserisce nel più ampio percorso di trasformazione digitale della sanità valdostana e rafforza ulteriormente la capacità dell’AUSL di offrire servizi tecnologicamente avanzati, sicuri e conformi agli standard nazionali ed europei.