ECONOMIA - 08 maggio 2026, 17:05

Crisi regionale, Cgil e Federconsumatori alzano la voce: “La politica smetta di paralizzarsi”

Dopo la sentenza che ha fatto decadere Renzo Testolin dalla presidenza della Regione, CGIL Valle d’Aosta e Federconsumatori chiedono stabilità e decisioni immediate: sul tavolo quasi 300 milioni di avanzo di amministrazione mentre famiglie, sanità e welfare attendono risposte concrete.

Bruno Albertinelli

La crisi istituzionale che ha investito la Regione Valle d’Aosta dopo la sentenza n.110/2026 del Tribunale di Aosta rischia di trasformarsi nell’ennesimo cortocircuito della politica valdostana. Ma questa volta, avvertono CGIL Valle d’Aosta e Federconsumatori Valle d’Aosta, a pagare il prezzo dello stallo potrebbero essere direttamente cittadini, famiglie e fasce più fragili della popolazione.

In una nota congiunta, dal tono diplomatico ma estremamente fermo, il presidente di Federconsumatori Valle d’Aosta, Bruno Albertinelli, e la segretaria generale della CGIL Valle d’Aosta, Wilma Gaillard, lanciano un messaggio chiaro al mondo politico: i giochi di palazzo e le incertezze istituzionali non possono bloccare la gestione delle risorse pubbliche e le risposte sociali.

La sentenza che ha dichiarato decaduto Renzo Testolin dalla carica di presidente della Regione per ineleggibilità legata al limite dei mandati ha inevitabilmente aperto una fase delicata. Ma per sindacato e associazione dei consumatori il punto centrale non è soltanto il destino politico della legislatura o l’eventuale contenzioso giudiziario. Il vero nodo riguarda la capacità della Regione di continuare a governare e decidere in un momento economicamente cruciale.

Sul tavolo, infatti, c’è un avanzo disponibile tra i 268 e i 294 milioni di euro derivante dal rendiconto regionale e destinato all’assestamento di bilancio. Una cifra enorme per una piccola regione come la Valle d’Aosta, che potrebbe rappresentare un’occasione concreta per rafforzare welfare, sanità e sostegno sociale.

“Queste cifre rappresentano una disponibilità economica significativa per la nostra comunità e devono essere lo strumento principale per dare risposte concrete alle fragilità del territorio”, sottolineano Albertinelli e Gaillard nella nota.

Il richiamo è netto. Per CGIL e Federconsumatori serve “al più presto un governo nelle sue piene funzioni decisionali” affinché l’avanzo di amministrazione possa essere utilizzato senza ulteriori ritardi per affrontare le emergenze sociali che da mesi attraversano il territorio valdostano.

Tra le priorità indicate ci sono il rafforzamento dei servizi di assistenza, le politiche abitative, il sostegno alle famiglie e la tutela delle persone fragili. Centrale anche il tema sanitario, con la richiesta di garantire continuità e incremento delle risorse per il sistema sanitario regionale e per i caregiver, evitando che l’instabilità politica produca ulteriori rallentamenti.

La segretria della Cgil VdA; al centro Wilma Gaillard

“È necessario che le risorse miliardarie del bilancio regionale, oltre 2 miliardi per il 2026, siano gestite con una visione che metta al centro il benessere sociale e la stabilità dei servizi”, evidenziano ancora Albertinelli e Gaillard.

Dietro il linguaggio istituzionale della nota si coglie però una critica pesante alla politica valdostana. Ancora una volta, infatti, il rischio è quello di una classe dirigente più concentrata sugli equilibri interni, sui ricorsi e sulle sopravvivenze personali che sulle necessità reali della popolazione.

E qui emerge tutta la fragilità del sistema autonomistico valdostano contemporaneo: un’autonomia nata per garantire vicinanza ai cittadini e rapidità decisionale che oggi appare invece spesso impantanata in logiche di conservazione del potere. La sensazione diffusa è quella di una politica che continua a discutere di assetti, poltrone e strategie mentre il costo della vita cresce, il potere d’acquisto si erode e molte famiglie fanno sempre più fatica.

La Valle d’Aosta dispone di risorse straordinarie rispetto ad altri territori italiani. Ma avere molti soldi in bilancio non basta se manca la capacità politica di trasformarli rapidamente in servizi, sostegni e visione sociale. È proprio questo il punto che CGIL e Federconsumatori mettono implicitamente sul tavolo: l’autonomia speciale perde credibilità quando non riesce a tradurre il privilegio finanziario in protezione concreta per i cittadini.

La crisi istituzionale può forse trovare una soluzione nei tribunali o nelle trattative politiche. Ma le difficoltà quotidiane delle persone non aspettano i tempi della giustizia né quelli delle maggioranze regionali.

pi.mi.