C’è una dimensione del servizio pubblico che va oltre la quotidianità operativa, oltre le emergenze e le cronache. È quella fatta di relazioni, di confronto, di crescita condivisa. Ed è proprio in questo solco che si inserisce la riconferma di Lorenzo Chiodo, Sostituto Commissario della Polizia di Stato in pensione, alla guida della XX^ Delegazione Valle d’Aosta della International Police Association (Associazione Internazionale di Polizia) per il quadriennio 2026-2030.
Una continuità che non è formale, ma sostanziale. Perché l’International Police Association – spesso conosciuta con l’acronimo IPA – rappresenta una delle più importanti reti associative a livello globale nel mondo delle forze dell’ordine. Nata con l’obiettivo di favorire la cooperazione tra operatori di polizia di diversi Paesi, oggi è presente in 68 Stati distribuiti nei cinque continenti e conta oltre 375.000 aderenti, di cui circa 15.000 in Italia e 220 in Valle d’Aosta.
Accanto al Presidente Lorenzo Chiodo, il nuovo Direttivo regionale si compone di Vice Presidente Gaetano Merulla, Segretario Flavio Ravasi, Vice Segretario Rosario Mele, Tesoriere Carmelo Collovà, Vice Tesoriere Alfonso Toia, membri supplenti Simone Abbiati e Giuseppe Rocca. Una squadra che riflette la pluralità delle forze in campo – Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Carabinieri e Polizia Locale – e che restituisce l’immagine concreta di una collaborazione interforze che, qui, non è solo teoria.
L’I.P.A. si distingue per il suo carattere apolitico e per una missione chiara: promuovere il senso di appartenenza tra i membri delle diverse forze di polizia, creando un ambiente di condivisione e crescita professionale. Attraverso una rete internazionale capillare, l’associazione facilita lo scambio di esperienze e conoscenze, contribuendo ad arricchire il bagaglio umano e professionale di ciascun aderente.
Ma c’è un aspetto forse ancora più significativo, soprattutto in un contesto come quello valdostano: la capacità di costruire ponti. Ponti tra culture diverse, tra lingue, tra esperienze operative lontane tra loro ma unite da un comune denominatore. L’International Police Association è, a tutti gli effetti, un luogo di incontro tra persone che, pur provenendo da contesti differenti, condividono valori fondamentali come il rispetto, la solidarietà e la cooperazione.
Non solo. L’associazione si propone anche di rafforzare il legame tra le forze di polizia, le istituzioni e la cittadinanza. Un obiettivo che oggi assume un peso ancora maggiore, in un’epoca in cui il rapporto tra cittadini e apparati pubblici richiede nuove forme di dialogo e fiducia reciproca.
La riconferma di Lorenzo Chiodo si inserisce dunque in una traiettoria di consolidamento, ma anche di rilancio. Perché se è vero che l’I.P.A. ha già radici solide sul territorio, è altrettanto vero che le sfide future – dalla sicurezza percepita alla cooperazione internazionale – richiedono un impegno sempre più strutturato e condiviso.
E allora, al di là delle cariche e delle formalità, resta il senso profondo di questa esperienza: creare relazioni, rafforzare competenze, costruire comunità. In uniforme, certo. Ma soprattutto con uno spirito che va ben oltre la divisa.