CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI MONS. VESCOVO NEL MESE DI MAGGIO
Mercoledì 6 maggio
Vescovado - ore 18.00
Insediamento Consiglio di Amministrazione e Collegio dei Revisori dei conti
dell’Istituto diocesano sostentamento clero
Giovedì 7 maggio
Vescovado - mattino
Udienze
Aosta, Sant’Orso - ore 18.00
S. Messa e incontro con il Consiglio pastorale di Unità parrocchiale
di Porossan e Sant’Orso
Venerdì 8 maggio
Vescovado - mattino
Udienze
Curia vescovile - ore 15.00
Consiglio diocesano affari economici
Sabato 9 maggio
Cattedrale - Pont Suaz - ore 6.00
Pellegrinaggio mensile a N.-D. de Pitié
Priorato di Saint-Pierre - ore 10.00
Incontro per Responsabili estate ragazzi a cura del Servizio tutela minori
Chiesa parrocchiale di Gressoney-Saint-Jean - ore 18.30
S. Cresime per l’unità parrocchiale
Domenica 10 maggio
Chiesa parrocchiale di Antey-Saint-André - ore 10.30
S. Cresime per l’unità parrocchiale
Cattedrale - ore 15.00
S. Cresime per l’unità parrocchiale di Charvensod e Pollein
La Chiesa celebra San Domenico Savio
Ancora bambino decise quale sarebbe stato il suo progetto di vita: vivere da vero cristiano. Tale desiderio venne accentuato dall’ascolto di una predica di don Bosco, dopo la quale decise di divenire santo. Da questo momento, infatti la sua esistenza fu piena d’amore e carità verso il prossimo, cercando in occasione di dare l'esempio. Nel 1856 fondò la Compagnia dell'Immacolata e poco più tardi morì, lasciando un valido e bel ricordo della sua persona ai giovani cristiani. Pio XI lo definì “Piccolo, anzi grande gigante dello spirito”. Dichiarato eroe delle virtù cristiane il 9 luglio 1933, il venerabile pontefice Pio XII beatificò Domenico Savio il 5 marzo 1950 e, in seguito al riconoscimento di altri due miracoli avvenuti per sua intercessione, lo canonizzò il 12 giugno 1954. Il Martirologio Romano ricorda San Domenico Savio il 9 marzo, mentre la sua memoria liturgica per la Famiglia Salesiana e la Regione Pastorale Piemontese è fissata al 6 maggio.
Il sole sorge alle ore 6,15 e tramonta alle ore 20,40
“La guerra non risolve i conflitti, li moltiplica. È sempre una sconfitta dell’umanità.” (Papa Leone XIV)
È una frase che colpisce perché rovescia completamente la retorica della forza: la guerra non è mai uno strumento efficace, ma un moltiplicatore di caos. E oggi, guardando a una politica spesso muscolare, fatta di slogan e contrapposizioni, suona quasi come una denuncia implicita: quando manca la capacità di mediazione, si apre la strada allo scontro. E lo scontro, nella storia, non ha mai costruito nulla di duraturo.