C’è un filo sempre più evidente che lega turismo, cultura d’impresa e identità territoriale, ed è proprio su questo terreno che la nuova generazione dell’ospitalità valdostana prova a costruire il proprio futuro. Ad Aosta è partita la prima tappa di “Connaître pour accueillir”, il percorso itinerante promosso dai Jeunes Hôteliers Valdôtains dell’ADAVA, che accompagnerà per tutto il 2026 operatori e giovani imprenditori lungo un itinerario fatto di esperienze dirette, confronto e formazione sul campo.
Non si tratta di un semplice ciclo di incontri, ma di un vero investimento sul capitale umano del settore turistico-alberghiero, in una fase in cui la competitività delle destinazioni passa sempre meno solo dalle infrastrutture e sempre più dalla qualità dell’accoglienza e dalla capacità di raccontare il territorio. Il primo appuntamento, significativamente intitolato “Identité”, ha messo subito al centro questo nodo: quanto conta oggi, per un’impresa turistica, saper interpretare e trasmettere l’anima di un luogo?
La giornata ha intrecciato linguaggi e prospettive diverse. Dalla visita alla mostra «Ad Atto» con gli artisti Chicco Margaroli e Andrea Carlotto, fino all’immersione nel cuore operativo della ristorazione d’eccellenza con lo chef Paolo Griffa, che ha aperto le porte del Caffè Nazionale, raccontando organizzazione, visione e sostenibilità di un progetto imprenditoriale moderno. Esperienze diverse, ma unite da un filo conduttore: la consapevolezza che l’ospitalità non è solo servizio, ma narrazione economica e culturale.
Il cuore del progetto è stato però nella sua presentazione ufficiale, affidata al presidente dei Jeunes Hôteliers Valdôtains Pietro Imbimbo Roullet, affiancato dalla vicepresidente Jennyfer Lale Murix e dal direttivo. Una visione chiara, costruita su tre assi – conoscere, condividere, accogliere – che puntano a rafforzare la consapevolezza del territorio e a creare una rete più coesa tra operatori.
“Con ‘Connaître pour accueillir’ – ha dichiarato Pietro Imbimbo Roullet – vogliamo creare un percorso concreto di crescita e confronto tra colleghi, mettendo al centro la conoscenza del territorio, delle imprese e delle persone che lo vivono ogni giorno. Crediamo fortemente che solo attraverso la condivisione e il dialogo tra generazioni sia possibile costruire un’accoglienza sempre più consapevole, autentica e competitiva”.
Un approccio che ha anche una traduzione simbolica, con la presentazione del nuovo logo del gruppo, realizzato da Chicco Margaroli: un segno grafico che richiama radici e contemporaneità, e che diventa metafora di un turismo chiamato a rinnovarsi senza perdere identità.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi toccando Cogne, Courmayeur, Champoluc, la Bassa Valle e Gressoney, attraversando temi che vanno dalla storia industriale alle grandi infrastrutture, fino al “savoir-faire” artigianale e alla valorizzazione delle risorse naturali. Un itinerario che, di fatto, ricalca le principali leve economiche del turismo valdostano e ne mette in relazione i diversi attori.
A sottolineare la portata strategica dell’iniziativa è anche il presidente dell’ADAVA Luigi Fosson: “Con questa prima tappa i Jeunes Hôteliers Valdôtains hanno dato avvio a un progetto ambizioso che si propone di rafforzare il senso di appartenenza, stimolare il confronto tra generazioni e contribuire alla crescita qualitativa del sistema turistico regionale. L’Associazione non farà mancare il proprio sostegno alle iniziative del gruppo giovani, che rappresenta una vera e propria palestra per coloro che in futuro saranno chiamati a guidare l’associazione e le imprese alberghiere valdostane”.
In controluce emerge un dato chiaro: la Valle d’Aosta scommette sulla formazione e sulla coesione della sua nuova classe imprenditoriale per affrontare un mercato sempre più competitivo. Perché oggi, più che mai, accogliere significa conoscere. E conoscere, in un’economia turistica matura, è già una forma di vantaggio competitivo.