CRONACA - 27 aprile 2026, 16:18

Gran San Bernardo, riapertura in vista: Anas al lavoro tra neve e alta quota

Avviate le operazioni di sgombero neve sul colle del Gran San Bernardo. Mezzi specializzati in azione lungo i 7,5 chilometri della statale 27: riapertura prevista tra fine maggio e metà giugno, in coordinamento con la Svizzera

L’inverno, lassù, non molla facilmente. Ma la macchina organizzativa si è rimessa in moto e, come ogni anno, il Colle del Gran San Bernardo torna lentamente alla luce. Anas (Gruppo FS) ha avviato le operazioni di sgombero neve e manutenzione lungo il tratto in quota della strada statale 27, uno degli assi più suggestivi – e impegnativi – dell’intero arco alpino.

Si lavora in condizioni tutt’altro che semplici, tra pareti di neve e altitudini che sfiorano i 2.400 metri. Il tratto interessato è quello di circa 7,5 chilometri tra Cerisey, nel comune di Saint-Rhémy-en-Bosses, e il confine di Stato con la Svizzera. Una strada che, come da tradizione, è chiusa al traffico durante i mesi invernali – in questo caso dal 20 ottobre 2025 – e che ogni primavera richiede un intervento complesso e altamente specializzato per tornare percorribile.

Le immagini diffuse raccontano bene la portata del lavoro: turbine fresaneve in azione, operatori esperti alla guida, e una vera e propria “trincea” che si apre tra muri di neve accumulata durante l’inverno. Un lavoro paziente, quasi chirurgico, che ha l’obiettivo di riportare alla luce il piano viabile e renderlo nuovamente sicuro.

In questa fase, le operazioni si concentrano intorno ai 2.100 metri di quota, a circa tre chilometri dal confine svizzero. Ma non si tratta solo di togliere la neve. Contestualmente, Anas sta intervenendo anche sulla manutenzione delle barriere laterali e della segnaletica verticale, elementi fondamentali per garantire la sicurezza di un tratto stradale esposto e spesso soggetto a condizioni meteorologiche estreme.

La riapertura del colle è prevista, come di consueto, tra la fine di maggio e la prima metà di giugno. Una data che non dipende solo dal lato italiano: il coordinamento con il gestore svizzero è infatti essenziale per garantire la continuità del collegamento transfrontaliero.

E proprio questo aspetto racconta il valore strategico del Gran San Bernardo. Non è solo una strada di montagna, ma un collegamento storico tra Italia e Svizzera, un corridoio che unisce territori, economie e tradizioni. La sua riapertura segna ogni anno, simbolicamente, l’inizio della stagione estiva in quota.

Dietro a questo momento, però, c’è un lavoro spesso invisibile ma fondamentale. Tecnici, operatori e mezzi che, sfidando condizioni difficili, rendono possibile ciò che per molti è scontato: tornare a percorrere una delle strade più alte e spettacolari delle Alpi.

Un’operazione che è insieme tecnica e simbolica. Perché liberare il colle dalla neve significa, in fondo, riaprire una porta tra due versanti delle Alpi. E farlo in sicurezza, ancora una volta, è tutt’altro che banale.

je.fe.