CISL VdA - 27 aprile 2026, 14:16

La conciliazione salvaguarda gli organici per il prossimo anno scolastico, ma permane forte preoccupazione per il futuro

Per i sindacati è indispensabile che si apra un tavolo con il Ministero al fine di apportare modifiche alla normativa che stabilisce la riforma degli istituti tecnici

Le segreterie regionali di Cisl-Scuola, Savt-École e Snals-Confsal comunicano che, nelle assemblee sindacali appena svolte, hanno incontrato i docenti delle scuole pubbliche superiori di Aosta e di Verrès, sia degli indirizzi liceali sia di quelli tecnici e professionali.

In tali occasioni, i responsabili sindacali hanno illustrato i risultati ottenuti al tavolo della conciliazione in merito alla riforma degli istituti tecnici, che entrerà in vigore il prossimo 1° settembre 2026.

Questa riforma, prevista dal decreto-legge 144 del 23 settembre 2022 (governo Draghi), si inserisce in un processo di riforma ultradecennale che si prefigge «di poter adeguare costantemente i curricoli degli istituti tecnici alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale, secondo gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza».

In conseguenza, la sua introduzione a partire dall’anno scolastico 2026/2027 discende da un obbligo verso l’Unione Europea, che non è possibile disapplicare se non a seguito di uno specifico accordo a tale livello, malgrado le forti resistenze e critiche da parte dei sindacati della scuola, concentrate in modo particolare sui tempi di attuazione imposti dal decreto-legge e sui ripetuti interventi correttivi sopraggiunti nel corso dei mesi.

“Questa situazione ha creato un clima di forte incertezza, anche perché è mancato un coinvolgimento delle parti sociali, che avrebbe senz’altro contribuito a una migliore qualità delle scelte adottate, tanto che lo stesso Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione si è fatto interprete del forte disagio avvertito dalle scuole, sulle cui spalle è destinato a reggersi l’intero processo di innovazione”, commentano Démé, Bolici e Celi.

Per questo motivo, le organizzazioni scolastiche, pur consapevoli che l’emanazione delle indicazioni attuative sia giunta quando le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/27 erano già concluse, ricordano che proprio a causa dei severi obblighi europei del PNRR è diventata «impraticabile l’ipotesi del rinvio di un anno, finalizzato a una revisione del progetto».

Pertanto, per le scriventi organizzazioni sindacali è indispensabile che si apra un tavolo con il Ministero al fine di apportare modifiche alla normativa che stabilisce la riforma degli istituti tecnici. Le stesse organizzazioni hanno ottenuto un formale impegno in tal senso al tavolo della conciliazione.

Sempre grazie all’azione sindacale, il Ministero ha emanato una serie di indicazioni in merito alla composizione delle cattedre dei vari insegnamenti, con l’esplicito scopo di evitare il realizzarsi di casi di soprannumerarietà tra i docenti delle singole istituzioni.

In particolare, nell’a.s. 2026/27, è prevista la possibilità di costituire cattedre di quindici ore anziché diciotto; di affidare l’insegnamento delle scienze a più docenti anziché a uno solo; di impiegare le ore ricavate dalla flessibilità del monte ore prevista dalla normativa sull’autonomia delle istituzioni scolastiche per mantenere l’integrità dell’organico.

Le segreterie regionali di
CISL-Scuola, SAVT-École e SNALS-Confsal

red