ISTRUZIONE E FORMAZIONE - 25 aprile 2026, 08:59

Portes ouvertes: Iiccoli consiglieri crescono a Cogne

Gli alunni delle classi IV e V della scuola primaria di Cogne protagonisti in Consiglio Valle: tra storia istituzionale e simulazione politica, una mattinata da “consiglieri” per capire come funzionano davvero le decisioni pubbliche

C’è un modo intelligente – e anche piuttosto efficace – per avvicinare i più giovani alla politica: farli entrare dove la politica si fa davvero. È quanto accaduto nella mattinata di oggi, venerdì 24 aprile, nell’ambito del progetto Portes Ouvertes, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi IV e V della scuola primaria di Cogne in visita al Consiglio Valle.

Accompagnati dalle insegnanti Stefania Savioz e Francesca Menaldo, i ragazzi hanno varcato le porte dell’Aula consiliare, luogo simbolo dell’autonomia valdostana e delle decisioni che incidono concretamente sulla vita dei cittadini. Ad accoglierli, il Consigliere Segretario Laurent Viérin, che ha guidato i giovani visitatori in un percorso di scoperta tanto istituzionale quanto partecipativo.

Non una semplice visita, ma un vero e proprio tuffo nella macchina democratica: dopo un momento di approfondimento dedicato alla storia e al funzionamento dell’Assemblea legislativa, gli alunni hanno potuto mettersi – letteralmente – nei panni dei consiglieri regionali. Seduti tra i banchi dell’Aula, hanno simulato un confronto su un tema concreto e vicino alla loro quotidianità: la collocazione di un distributore di cibo all’interno della scuola.

Un esercizio semplice solo in apparenza, ma che racchiude in sé i meccanismi fondamentali della democrazia: ascolto, confronto, proposta e decisione. Non è difficile immaginare che, tra interventi spontanei e posizioni divergenti, sia emerso quel mix di entusiasmo e pragmatismo che spesso manca anche nei consessi più “navigati”.

L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di educazione civica attiva, che punta a rendere le istituzioni meno distanti e più comprensibili, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni. Perché conoscere i luoghi della politica significa, prima di tutto, comprenderne il valore e – forse – iniziare a sentirli un po’ più propri.

E chissà che, tra quei banchi occupati per una mattinata, non si sia seduto anche qualche futuro protagonista della vita pubblica valdostana. Per ora, resta l’immagine di una scuola che esce dalle aule e di un’istituzione che, almeno per un giorno, apre davvero le sue porte.

je.fe.